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Brugherio, “il Pdl che non c’è” dice la sua

2 Maggio 2013

brugherio municipioIl Pdl fuori dalla competizione per le comunali di Brugherio. Il partito che in città pesa per il 30 per cento non ci sarà. E all’indomani della mancata presentazione della lista ci si chiede cosa sia accaduto. Un boicottaggio dai “vertici”? Un tentativo, riuscito, di eliminare il Pdl dalla competizione elettorale, da parte di qualcuno rimasto fuori dall’agone elettorale?

Secondo Roberto Assi, coordinatore del partito cittadino e candidato sindaco, nei giorni scorsi potrebbe essere accaduto proprio questo. Oggi lui rimane candidato sindaco per la lista Brugherio Popolare Europea, sostenuto da Fratelli d’Italia e Udc. In una lettera che Assi e i suoi hanno inviato ai vertici provinciali e regionali la notte del 27 aprile, a poche ore dalla consegna delle liste in comune, è spiegato cosa era accaduto.

«Il 24 aprile avevamo raccolto 226 firme valide e autenticate per il Pdl – ha raccontato Assi – che avevamo precedentemente inviato via mail al coordinamento provinciale e regionale; tutto sembrava tranquillo, anche Mantovani che aveva diritto per statuto a partecipare con un nome suo, ci aveva fatto sapere di non esserne interessato».

Ma cosa accade dunque? Sembrerebbe che ci siano state pressioni per inserire in lista personaggi che Assi e il suo staff non volevano assolutamente e soprattutto fuori tempo. Agostino Lomartire, ex coordinatore del Pdl brugherese, conferma che la stessa Mariele Benzi avrebbe impedito l’ingresso dei nuovi candidati.

«La sera del 25 aprile il coordinamento provinciale ci chiede di inserire i suoi tre nomi in lista e ci presenta una lista con sole 26 firme chiedendoci prima di cancellare tre nomi e mettere i loro e alla nostra richiesta di mettere tutto per iscritto, optano per chiederci di raccogliere tutte le altre mancanti – prosegue Assi – in pratica in una notte avremmo dovuto fare il miracolo. Comunque noi ci proviamo, ma senza collaborazione di nessuno e anzi sono gli stessi tre candidati arrivati dall’alto a esprimere la non volontà di candidarsi e a dirci che erano stati indotti a farlo dall’ex coordinatore Lomartire». Ma verrebbe da chiedere: perché non hanno voluto quei candidati?

«Non avevamo nessun problema con le persone, ma è stato il metodo che ci ha fatto pensare che forse il disegno superiore di qualcuno era quello di eliminare dalla competizione il Pdl – ha aggiunto Assi – Io potevo anche stare agli ordini dei vertici, ma ho chiesto loro dov’era l’etica e la moralità di imporre nel partito persone che lo avrebbero spaccato, proprio adesso che con fatica lo avevamo ricostituito e unito riportando come alleato persino l’Udc?»

Sta di fatto che, ovviamente, in una notte le firme per la lista “dei vertici” non si raccolgono e che, nel frattempo, è il Comitato Elettorale di Brugherio Popolare Europea, la lista fondata da Mariele Benzi, a decidere di raccogliere le firme per presentare Assi come suo sindaco insieme a Fratelli d’Italia e all’Udc. Questo accade. La mattina del 27, a mezzogiorno meno qualche minuto, Assi e i suoi arrivano in Comune e consegnano la lista di Brugherio Popolare Europea. In parecchi che già sapevano li aspettavano davanti alla porta.

Il Pdl non è in lizza. E Dario Allevi, coordinatore vicario provinciale attacca: «Il locale di Brugherio non è riuscito a raccogliere le firme forse perché ha voluto boicottare il partito». Nessun commento sulla voce di presunte pressioni a modificare la lista già presente e perfezionata che Assi aveva provveduto a depositare da un avvocato a garanzia del lavoro svolto. «Ho fatto il mio lavoro e poi sono partito – ha detto Agostino Lomartire, il grande vecchio del Pdl brugherese autodefinitosi “trombato” – ma sono contento perché in tutto ciò ci siamo liberati della Benzi e del suo maggiordomo (Assi, ndr)». Ma come? Comportandosi ancora come se fosse il coordinatore cittadino, ha preferito sacrificare il partito? E poi perché – a quanto confermato – Mantovani avrebbe chiesto a Lomartire i nomi da inserire il 26 ma tutto verbalmente? «Ho incontrato Assi e la Benzi nel mio ufficio almeno 15 giorni fa per metterci d’accordo – ha aggiunto Lomartire che non ha spiegato perché in molti lo consideravano ancora il coordinatore cittadino – ma loro non hanno voluto sentire ragioni; certo anche i vertici provinciali hanno le loro responsabilità, ma meglio così, almeno ho fatto strike».

Affermazioni pesantissime che probabilmente avranno un seguito.

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