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Desio, quel funzionario tutto donne, rolex e lusso

15 Maggio 2013

desio-blitzAveva registrato le targhe delle auto di due amiche dell’Est, perché potessero parcheggiare nell’area riservata ai dipendenti comunali, nel parcheggio interrato di Piazza Don Giussani, ed andare a trovarlo durante l’orario d’ufficio.

Non solo: a una terza giovane donna, ucraina, secondo le intercettazioni aveva regalato ben 24 mila euro: “Nata, io non so cosa dirti. Anche perchè, tu, di tutti i 24.000 euro che ti ho dato, te ne tenevi qualcosa! Dove vado a pigliare io soldi anch’io! Sempre per darti una mano!”, si lamenta nella telefonata. Come se non bastasse, una delle amiche è risultata essere la compagna di Paolo Vivacqua, imprenditore nel ramo dello smaltimento rifiuti, freddato nel suo ufficio a colpi di pistola calibro 7,65, nel novembre del 2011, sulla cui morte gli inquirenti stanno ancora indagando, anche per le sue frequentazioni con esponenti legati alla “locale” della ‘ndrangheta di Desio.

Roberto Santambrogio, responsabile dell’ufficio contratti e appalti del comune di Desio, arrestato insieme ad altre sei persone per corruzione e turbata libertà degli incanti e frode in pubbliche forniture in concorso, è indagato anche per abuso d’ufficio. Di certo, aveva un tenore di vita assai superior ai 1.400 euro del suo stipendio, simili a quelli della moglie, insegnante: i 16 mila euro in contanti trovati a casa, i 4 rolex da 17 mila euro totali, l’appartamento di dieci locali in città e altri in montagna.

Le manette sono scattate all’alba di martedì mattina, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Monza e svolta dai carabinieri di Desio. Il funzionario desiano, secondo i risvolti delle indagini portate avanti dagli uomini del Capitano Cataldo Pantaleo, avrebbe preso parte, come epicentro, ad un costituito sistema strutturato e collaudato capace di manipolare l’aggiudicazione di alcune gare di appalto pubbliche a favore dei quattro imprenditori coinvolti, nei comuni di Desio e Solaro.

Nata da due esposti presentati a Marzo 2012 proprio all’amministrazione comunale del comune brianzolo, l’indagine ha svelato anche il presunto modus operanti dei sette arrestati. Concordato il prezzo per l’aggiudicazione dell’asta con i dipendenti dei due uffici tecnici coinvolti, secondo la Procura di Monza gli imprenditori avrebbero emesso fatture gonfiate in modo da ricavarne indebito profitto. Sempre attraverso le indagini, gli inquirenti avrebbero inoltre evidenziato come altri imprenditori interessati ai medesimi appalti, venissero dissuasi dal proseguire nella partecipazione alle gare.

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