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Foa Boccaccio occupa la sede dei servizi sociali

15 Maggio 2013

monza-foa-boccaccio-occupa-via-appiani-mb1“Autorecuperiamo Monza!”: è questo lo slogan dei giovani del collettivo autonomo Foa Boccaccio che oggi, 15 maggio, insieme alle famiglie del Comitato monzese per il diritto alla casa, Unione Inquilini e i collettivi studenteschi monzesi, hanno occupato il secondo piano dell’edificio di via Appiani 17, sede dei servizi sociali.

Stiamo trasformando una parte del secondo piano (completamente inutilizzato) in un appartamento vero e proprio che verrà consegnato alla prima famiglia che verrà sfrattata così da dimostrare che la pratica dell’autorecupero è possibile e praticabile” spiega Paolo, portavoce del gruppo.

monza-foa-boccaccio-occupa-via-appiani-mb2“Questo edificio appartiene al Comune che vorrebbe venderlo, privandoci di un pezzo di patrimonio pubblico. L’edificio fu donato da Bartolomeo Zucchi alla città vincolandolo ad un uso esclusivamente sociale, presupposto che verrebbe tradito dalla svendita. Nel 2011 il consigliere Faglia evocò il fantasma di B. Zucchi per impedire al borgomastro Mariani di alienare lo stabile dal patrimonio pubblico. Ora cambiano i partiti al potere, ma la sostanza sembra rimanere invariata. I bandi di assegnazione di case popolari hanno trovato una soluzione solo per 50 famiglie su oltre 800 richieste: ad oggi solo una piccola parte degli appartamenti assegnati sono stati effettivamente consegnati agli aventi diritto. Non solo la Giunta si affida al settore privato, ma delega un problema prettamente abitativo ai Servizi Sociali che non hanno a disposizione mezzi adeguati per affrontarlo”.

Un letto, un tavolo, qualche sedia, una piccola credenza, una poltrona e persino un divano: all'”inaugurazione” dell’appartamento autorecuperato erano presente anche il sindaco Roberto Scanagatti e l’assessore ai servizi sociali Cherubina Bertola.

“L’edificio di via Appiani presenta problemi sia di natura normativa che strutturale, se così non fosse gli uffici dei Servizi sociali sarebbero rimasti all’interno dello stabile – ha spiegato il primo cittadino – Il problema sfratti è sentito da questa amministrazione ed è tra le priorità nella nostra agenda. La situazione è assai complessa e in più di un’occasione abbiamo cercato di porvi rimedio riducendo gli sfratti in base alla disponibilità. Non tollero le occupazioni ma sono aperto al confronto. Per l’assegnazione delle case comunali esiste una graduatoria e va rispettata”.

L’ipotesi dell’autorecupero avanzata dai dimostranti non ha incontrato il favore del sindaco Scanagatti. “Non la reputo una soluzione dignitosa per le famiglie: avere un solo bagno in comune genera dei problemi sanitari. Chi ha perso la casa oggi a Monza non dorme certamente in macchina: gli enti preposti provvedono alla lora assistenza”. 

Il secondo piano dell’edificio è stato sgomberato al termine della dimostrazione. Il comune non ha sporto denuncia per l’occupazione.



(Ultimo aggiornamento ore 17.30)


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