25 Novembre 2020 Segnala una notizia

Unione europea e CERN: in prima linea per la ricerca

24 Aprile 2013

Finanziare la ricerca scientifica attraverso borse di studio per giovani ricercatori europei. Questa è la sfida che l’Europa si è data per continuare ad attrarre cervelli e a tenere alto il livello della ricerca nel Vecchio Continente.

Lo scorso 15 aprile, la Commissaria responsabile per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, Androulla Vassiliou, ha visitato l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN) a Ginevra, proprio per incontrare scienziati e ricercatori che hanno ricevuto il sostegno delle Azioni Marie Curie dell’Unione europea.

Tra i più famosi, si contano i protagonisti della scorsa estate: gli scopritori della famosa “particella di Dio”, il bosone di Higgs; nonché i promotori di ENTERVISION, un progetto all’avanguardia per la radioterapia di precisione nella cura del cancro. Oltre a queste iniziative di rilievo, l’Unione europea ha anche finanziato 35 ricerche condotte presso il CERN, per un totale di 44 milioni di euro.

La Commissaria Vassiliou in occasione della visita ed in merito ai brillanti risultati conseguiti, ha affermato: “Il CERN e le Azioni Marie Curie sono partner ideali poiché hanno in comune la stessa filosofia: un impegno verso l’eccellenza scientifica a vantaggio della società.”

Le azioni Marie Curie, infatti, si sono rivelate, negli anni, un ottimo strumento per finanziare la ricerca europea, poiché aperte a ricercatori di ogni età e livello di esperienza, a prescindere dalla nazionalità.

Attualmente i programmi Marie Curie si articolano in numerosi finanziamenti di borse di studio e sovvenzioni a reti di ricerca. Considerando unicamente il settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, che rappresenta il principale pacchetto Ue di finanziamento della ricerca per il periodo 2007-2013, le azioni Marie Curie hanno ricevuto un sostegno da fondi europei per un importo di quasi 5 miliardi, che si è tradotto in innumerevoli borse di studio per oltre 60 000 ricercatori.

Obiettivo dell’Unione è finanziare proprio quella ricerca vicina alle esigenze dei cittadini e mirata al miglioramento della qualità di vita di questi ultimi; una ricerca quindi, consacrata a sfide sociali come la salute, il cambiamento climatico e il settore energetico.

Per il raggiungimento degli obiettivi di crescita e sviluppo di cui l’Unione si è fatta promotrice da molti anni, incentivare questi progetti in campo scientifico, è indispensabile, ma far conoscere questi strumenti a giovani ricercatori e ricercatrici europei, lo è ancora di più.

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