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Ridotta squalifica a Fiuzzi, il Monza rivuole i punti tolti

4 Aprile 2013

Monza-Stadio-Brianteo-MBAncora un colpo di scena nello scandalo del “calcioscommesse” che ha coinvolto il Monza: stamattina il Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport del Coni ha ridotto da quattro anni a un anno la squalifica inflitta all’ex difensore biancorosso Luca Fiuzzi, derubricando l’accusa di illecito sportivo.

Il Collegio arbitrale, composto dal presidente Gabriella Palmieri e da Carlo Bottari e Massimo Zaccheo, ha dunque sconfessato le decisioni precedentemente assunte dalla Commissione disciplinare e successivamente dalla Corte di giustizia della Federcalcio. Secondo il Tnas l’ex calciatore del Monza non avrebbe combinato né il risultato della partita Cremonese-Monza del 27 ottobre 2010 né quello di Pisa-Monza dell’8 dicembre 2010, entrambe valevoli per la Coppa Italia Lega Pro. Fiuzzi è infatti stato ritenuto colpevole di violazione del comma 7 dell’articolo 7 del Codice di giustizia sportiva, ossia di omessa denuncia, e non dei commi 1, 2 e 5 dello stesso articolo.

Siccome gli altri due giocatori inizialmente condannati per illecito sportivo dalla Figc, cioè l’attaccante Andrea Alberti (ora in forza al Prato) e il centrocampista Vincenzo Iacopino (ancora tesserato per il Monza), sono stati giudicati dal Tnas il primo innocente e il secondo colpevole solo di violazione dell’articolo 1 (comportamento sleale), non si capisce quale illecito non avrebbe denunciato Fiuzzi… “Probabilmente – ha dichiarato il suo legale, l’avvocato Marco Ventura – è stata accolta la tesi difensiva, cioè che il nostro assistito sapesse dell’illecito commesso dai soli giocatori Carlo Gervasoni e Marco Paoloni”. Dunque nessuno del Monza. E allora viene da chiedersi: perché la società brianzola, penalizzata di 4 punti per responsabilità oggettiva, non ha anch’essa presentato a suo tempo ricorso al Tnas? L’allora presidente ad interim e amministratore delegato del club Nicola Rigamonti giustificò così la decisione: “Il ricorso al terzo grado di giudizio sportivo costa diverse decine di migliaia di euro e le possibilità di accoglimento anche solo parziale sono troppo scarse”. Previsione sbagliatissima, perché alla luce delle sentenze definitive relative ai giocatori, certamente al Monza sarebbero ora stati restituiti da 2 a 4 punti. Una speranza, però, c’è ancora: come anticipato alcune settimane fa dall’attuale amministratore unico del sodalizio di via Ragazzi del ’99, Maurizio Prada, e come da lui stesso confermato oggi, il Monza presenterà ricorso (ormai con procedura d’urgenza dato il poco tempo a disposizione) alla Corte di giustizia della Figc, che dovrà esprimersi entro la data di inizio dei play-off (26 maggio) riguardo all’evidente incongruenza riscontrabile tra le sentenze del Tnas del Coni e la penalizzazione di 4 punti inflitta al club. L’obiettivo è quello di ottenere la restituzione di almeno 1 o 2 punti. A complicare le cose, purtroppo, il fatto che per presentare il ricorso sarebbe necessario attendere la pubblicazione delle motivazioni riguardanti la sentenza relativa a Fiuzzi, che dovrebbe giungere entro il 15 maggio, un termine “inaccettabile” per Prada: “Ho già inviato alla Figc una richiesta di anticipo della pubblicazione, altrimenti il ricorso d’urgenza verrebbe discusso a play-off disputati, falsando l’esito del campionato”.

In attesa di buone notizie in arrivo da Roma, si attendono buone notizie da Milano, dove domani dovrebbe essere firmato il preliminare di acquisto del pacchetto di maggioranza della società da parte del misterioso compratore “straniero già presente nel mondo del calcio”, come è stato definito da Deborah Martin, l’agente mandataria per le trattative di vendita del club. Si tratta probabilmente di un europeo che opera in America, proprio come l’olandese Jan Lagendijk, l’attuale finanziatore del Monza assieme al calciatore connazionale Clarence Seedorf. Questo personaggio, che sarebbe un amico proprio del centrocampista del Botafogo, ha già firmato nelle scorse settimane un accordo di massima che prevede la cessione del Monza in cambio di 1 euro e del pagamento di tutti i debiti (fatta eccezione per quelli verso le banche) e quindi anche degli stipendi arretrati e la permanenza in società di Seedorf (che continuerebbe a gestire gli aspetti sportivi assieme ai suoi uomini di fiducia) con una quota di minoranza, pare intorno al 10%-15%. Insomma, il timore dei tifosi biancorossi è che l’ex fuoriclasse della Nazionale dei tulipani, dopo 17 anni trascorsi in Italia, abbia imparato come fare per mantenere il potere contro il volere del popolo: lo spunto glielo deve aver dato Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo celeberrimo romanzo “Il gattopardo”, quando in bocca al personaggio Tancredi Falconeri mette la frase “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Dunque, gli basta sostituire l’amico Lagendijk con l’amico nuovo, che magari diventerà presidente di facciata, ridursi la quota azionaria controllata direttamente e il gioco è fatto. Con tanti saluti al ricchissimo aspirante acquirente asiatico che nelle scorse settimane Seedorf e Martin hanno messo alla porta perché ha osato trattare direttamente con Lagendijk (che per questo si è imbufalito rompendo il “patto sociale” col connazionale e preannunciandogli che non metterà un euro alla prossima scadenza inderogabile per il pagamento degli stipendi) e a Domenico Di Conza, direttore generale dell’Istituto europeo Pegaso, che ha contattato più volte senza riscontro Martin per conto di un’importante società di “entertainment” statunitense interessata all’acquisizione di un club di calcio nel Nord Italia.

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