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Ptcp al palo, in Consiglio salta il numero legale

23 Aprile 2013

provincia-slideIl Piano territoriale di coordinamento esce di strada alla prima curva. Il documento presentato la scorsa settimana da Dario Allevi, presidente della giunta provinciale, è sbarcato ieri pomeriggio in aula per il voto finale.

Le premesse erano buone. Sembrava che la Brianza potesse avere in tempi brevi uno strumento in grado di tutelare gli ultimi metri quadrati di verde (l’area è la più consumata d’Italia). Tuttavia, al secondo emendamento presentato, su di un totale di 114, è saltata la seduta per mancanza del numero legale.

Allevi, per presentare il documento, aveva usato queste parole: «Si tratta di un piano rivoluzionario che per la prima volta metterà regole certe per questo territorio». La Brianza ha il 55% del territorio urbanizzato e il presidente ha esortato le parti a fare presto e bene per lasciare in eredità un piano valido ed efficace.

Ieri però alle prime votazioni alcune frizioni fra Pdl e Lega e anche all’interno dello stesso Carroccio hanno fatto saltare la mano: niente numero legale, seduta sospesa, Ptc in stand by.

Il Pd, dal canto suo, ha commentato così la situazione. «La discussione sul PTCP è un momento importante perché è uno degli strumenti che la Provincia deve riuscire a darsi – ha spiegato il capogruppo, Domenico Guerriero -. E’ l’occasione per testimoniare quanto possa essere decisiva l’istituzione Provincia, ma noi in adozione abbiamo votato contro questo piano, che non era altro che la fotografia dell’esistente e non assolveva al suo compito di programmazione e pianificazione. Inoltre non teneva conto delle diversità e delle differenze del territorio provinciale, che sono di carattere paesaggistico e dello sviluppo del territorio. Infine, era dotato di norme decisamente troppo vaghe».

Il Piano tornerà in aula fra una settimana, ma la strada è lunga e il Pd chiede tre cose: le compensazioni non devono essere monetizzabili e devono essere ambientali e non territoriali (del tipo, non una scuola, ma alberi e parchi, terreni), rispettare le richieste dei Comuni  Aree agricole strategiche, molto più deboli dal punto di vista della tutela, l’articolo 48 (la norma Carton strong) non lo vogliamo, per il partito è una faglia «incredibile» che servirà e forse già sta servendo ad altri per incunearsi tra le maglie del documento.

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