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Limbiate: risate assicurate con Paolo Cevoli al Teatro Comunale

8 Aprile 2013

cevoli-limbiatePaolo Cevoli, popolare e amatissimo volto televisivo di Zelig, approda giovedì 11 e venerdì 12 aprile al Teatro Comunale di Limbiate con “Il sosia di lui”, monologo teatrale in chiave sarcastica in cui racconta la sua Riccione e la Romagna balneare degli anni ’30 e ’40 con “ovvi e inevitabili” riferimenti al duce, Benito Mussolini.

Un mondo fatto di speranze, paure, tradimenti e purghe ma anche di poesia, feste da ballo, donne, motori e tante “pataccate”, prende forma in questa commedia storico-fantastica diretta da Daniele Sala con cui il comico romagnolo continua una felice collaborazione inaugurata con il successo de “La Penultima Cena” (oltre duecento repliche in tutta Italia tra il 2010 e il 2012).

Nel “Sosia di lui” la vicenda è ambientata a Riccione nell’estate del 1934, quando un idrovolante trimotore modello Savoia Marchetti 66 plana sulle quiete acque del mare Adriatico. Una folla festante raggiunge il velivolo a nuoto o in moscone e dopo pochi minuti, dalla cabina di pilotaggio, esce un uomo. Camicia bianca, cappello da marinaio, mascella volitiva: è Benito Mussolini, venuto a Riccione per ricongiungersi con la sua famiglia e trascorrere qualche giorno di riposo nella villa di proprietà. E mentre la folla è in delirio, il meccanico di bordo rileva che uno dei motori Fiat A24R del velivolo ha qualche problema, così viene chiamato un meccanico locale. Sul posto arriva Pio Vivadio detto “Nullo”, un meccanico riccionese di fede anarchica, “figlio di enne-enne”, allevato dalle suorine e di carattere assai ribelle. Mentre Vivadio sta lavorando sul motore ingolfato, due bambini lo scambiano per il loro papà: sono Romano e Annamaria Mussolini, rispettivamente i figli numero quattro e cinque di Rachele e Benito Mussolini. Ma anche un gerarca fascista, membro dell’Ovra, la potentissima polizia segreta, si accorge di questa somiglianza e decide di arrestare il meccanico Vivadio, per trasformarlo nel sosia del duce. Da quel momento in avanti, dunque, Pio Vivadio ha l’onere di essere la controfigura che deve sobbarcarsi inaugurazioni, ricevimenti, cene di gala e tutto ciò che costituisce un impegno pressante per il capo del governo fascista, per permettere a Benito Mussolini di assentarsi per qualche ora e attendere agli impegni privati. Tutto procede per il meglio, fino alla inevitabile confusione fra l’attore principale – che non appare mai in scena – e la sua controfigura e al fatidico 25 luglio 1943.

«Il mio monologo è uno spettacolo da ridere – spiega Paolo Cevoli, al suo quinto spettacolo teatrale – ma è anche una storia di drammi, tragedie e persino amore. Non faccio la parodia di Mussolini, lo uso come figura dalla quale non si poteva prescindere, per parlare della Romagna degli anni ’30, quando c’è stato il primo boom del turismo e i romagnoli hanno scoperto la loro vocazione. Per la mia terra è stata una specie di metamorfosi».

Nato nel settore della ristorazione, come imprenditore e manager con l’hobby del cabaret, Cevoli muove i primi passi nel mondo dello spettacolo tra il 1990 e il 1991, quando si classifica terzo al concorso per nuovi comici “La Zanzara d’Oro”, partecipa al “Maurizio Costanzo Show” e riceve il Premio Satira Politica a Forte dei Marmi. Dopo dieci anni, pur continuando la sua principale attività professionale, torna a calcare il palcoscenico di Zelig (con l’improbabile assessore romagnolo afasico e confusionario), dove apparirà, a fasi alterne, fino al 2012.

L’incasso delle due serate sarà interamente devoluto ad AVSI (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale) a sostegno di alcuni progetti di cooperazione internazionale. (www.avsi.org)

Informazioni per i biglietti : www.eventoavsi.it mail: eventocevoliavsi@libero.it Tel. 02315532

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