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L’Europa per l’innovazione

1 Aprile 2013

L’Europa ha bisogno di innovazione per uscire dalla crisi economica, ma aumenta il divario tra gli Stati membri. È il quadro valutativo della Commissione europea, pubblicato lo scoro 26 marzo, a lanciare l’allarme. Se la resa innovativa dell’Unione europea in generale è andata migliorando negli ultimi anni, le differenze emergono se si guarda ai singoli Stati membri.

Secondo il rapporto, redatto nel quadro del progetto “l’Unione per l’innovazione”, mentre i paesi più innovativi hanno ulteriormente migliorato la loro resa, gli altri registrano un’assenza di progressione. In sostanza, i campioni dell’innovazione, tipicamente Svezia, Germania e Danimarca, non solo mantengono il loro primato, ma aumentano il distacco che li separa dagli altri.

E l’Italia? La Commissione la classifica in “serie C”, inserendola nel quadro dei paesi che hanno migliorato le loro performance, ma senza aver raggiunto ancora un risultato soddisfacente. Siamo ancora lontani dai “leader dell’innovazione” come i Paesi del nord Europa e dai “Paesi che tengono il passo”, come Francia e Regno Unito. Al pari di Grecia, Spagna e Portogallo infatti, il nostro Paese viene indicato come un “innovatore moderato”; risultato comunque incoraggiante, soprattutto se visto alla luce delle prestazioni degli anni precedenti. Da quando l’Italia ha aderito al progetto “Unione per l’innovazione” ha aumentato il proprio livello d’innovazione di ben tre punti percentuali, nonostante la crisi.

Ancora resta molto da fare, sia a livello nazionale, da parte degli Stati membri, che europeo. “Gli investimenti nell’innovazione sono essenziali se vogliamo mantenere la nostra competitività globale e rilanciare la crescita in Europa”, ha commentato lo stesso Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l’industria e l’imprenditoria, Antonio Tajani.

Per rilanciare l’economia europea e tornare a crescere, la Commissione individua alcuni punti utili, tra cui incentivare le iniziative di innovazione da parte di imprese e università, aumentare la spesa per la ricerca e lo sviluppo (R&S) e sviluppare forti legami tra mondo industriale e scienza.

Svizzera, Stati uniti, Giappone e Corea del Sud, si riconfermano leader globali nel settore dell’innovazione e degli investimenti nella ricerca. Se l’Europa vuole tenere il passo con i tempi, non può mancare a questo appuntamento con il futuro e fare dell’innovazione “il centro delle agende politiche di tutti gli Stati membri”, come ha affermato Máire Geoghegan-Quinn, Commissaria responsabile per la ricerca, l’innovazione e la scienza. Temi che la stessa Commissaria svilupperà il prossimo 4 maggio, in occasione dell’Open Day del Centro di Ricerca europeo di Ispra, braccio scientifico della Commissione europea.

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