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Il semestre europeo

9 Aprile 2013

Entro pochi giorni, l’Italia sarà tenuta a presentare alla Commissione europea il piano di stabilità e convergenza (PSC) e il piano nazionale di riforma (PNR). Questi piani, che devono essere approvate dal Parlamento, conterranno le indicazioni sulle riforme a favore della crescita economica. Questa scadenza, che vale per tutti gli Stati membri dell’Ue, costituisce una delle tappe fondamentali del Semestre europeo. Il “semestre” è in realtà la parte visibile di un ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche nazionali, istituito dagli stessi Stati membri nel 2010, al fine di orientare gli sforzi dei singoli Paesi per raggiungere gli obiettivi di crescita del piano Ue Europa 2020.

Due gli attori principali in questo processo: la Commissione europea e gli Stati membri. Si inizia a gennaio di ogni anno, quando la Commissione presenta l’analisi annuale della crescita, ossia un documento che fissa le priorità in materia di promozione della crescita e dell’occupazione – due dei cardini di Europa 2020.

A marzo entrano i gioco gli Stati membri: il premier italiano e i suoi omologhi europei definiscono gli orientamenti dell’UE per le politiche nazionali. Su queste basi, nel cosiddetto “Consiglio europeo di primavera” viene fatto il punto sulla situazione macroeconomica generale, sui progressi registrati e sui passi avanti da compiere.

Il passo successivo sono i piani annuali di stabilità e convergenza e i piani di riforma, definiti dagli Stati Ue entro aprile e valutati dalla Commissione tra maggio e giugno. Il tutto si traduce concretamente in raccomandazioni specifiche per ogni Paese. Proposte dalla Commissione, queste raccomandazioni devono essere approvate a livello europeo dagli Stati membri in due fasi: in primo luogo tramite riunioni ministeriali sui temi specifici, nella cornice del Consiglio dei Ministri UE, e poi in maniera definitiva dai capi di Stato e di Governo dei Paesi UE, riuniti in sede di Consiglio europeo. Questo processo si completa verso la fine di giugno/inizio luglio: una volta approvate, gli Stati membri devono attuare queste raccomandazioni e informare regolarmente gli altri Stati membri sulla loro attuazione.

Questo processo può risultare elaborato, ma ha un impatto preciso sulla capacità dei singoli Stati membri di realizzare una crescita armoniosa dell’intera Unione e per creare le condizioni per un diverso tipo di sviluppo economico, più intelligente, sostenibile e solidale. Per il raggiungimento di questi traguardi è necessario un continuo coordinamento a livello europeo tra le politiche nazionali di stimolo alla crescita. Solo così si riuscirà a produrre l’impatto voluto sul progresso.

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