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Erba lascia la Fiamma. Che crisi lo sport a Monza!

16 Aprile 2013

Davide-Erba-Stonex-LissoneL’imprenditore Davide Erba si è dimesso da presidente dell’Associazione sportiva dilettantistica Fiammamonza 1970. E stavolta, a differenza di quanto avvenuto lo scorso ottobre, le dimissioni sono irrevocabili.

“A causa di sempre più pressanti e improrogabili impegni, dovuti alla gestione delle mie aziende (tre, tutte facenti parte della Stonex Corporate, ndr), non mi è più umanamente possibile seguire con la dovuta attenzione e presenza la realtà Fiammamonza” ha spiegato il 33enne lissonese. Del resto gli osservatori più attenti avevano capito che qualcosa era nell’aria: Erba non aveva assistito alle ultime tre partite casalinghe della prima squadra biancorossa, che con l’ennesima sconfitta di sabato scorso è scivolata dal quintultimo al quartultimo posto nella classifica di Serie A, dunque a forte rischio di retrocessione.

L’avventura di Erba alla presidenza della Fiammamonza terminerà quando l’Assemblea dei soci ratificherà le sue dimissioni ed eleggerà il suo successore, presumibilmente fra un mese, cioè al termine del campionato. Eletto nel dicembre 2011 in sostituzione di Giancarlo Besana, con la sponsorizzazione della Stonex ha permesso alla società campione d’Italia nel 2006 di sopravvivere e, grazie alla tranquillità acquisita, alla squadra di arrivare a sfiorare la promozione in Serie A, poi ottenuta in seguito a ripescaggio. Lo scorso ottobre si era già dimesso a causa delle polemiche sorte per aver messo fuori rosa ben sei giocatrici, tra cui la capitana Alessandra Nencioni. Una petizione interna alla società l’aveva poi convinto a rimanere al suo vertice.

Resta da capire se continuerà a finanziare il club biancorosso (il budget della stagione corrente è di 280mila euro) per mantenere fede a quanto dichiarato in sede di conferenza stampa convocata dopo la sua elezione a presidente e ancora lo scorso inverno al telefono: “L’obiettivo è di migliorare ogni anno fino ad arrivare a vincere lo scudetto nel 2016”. Per quanto riguarda il nome del suo sostituto, è probabile che si tratterà di Roberto Lo Grasso, già presidente prima di Besana e attualmente consigliere responsabile del settore sportivo.

Certo è che il disimpegno, almeno a livello di presenza, di Erba si aggiunge al disimpegno della quasi totalità degli imprenditori, soprattutto brianzoli, nei confronti dello sport cittadino e in particolare di quello che più ha dato lustro al capoluogo della nuova provincia. L’Associazione calcio Monza Brianza 1912, che nella sua storia ha militato perlopiù in Serie B, si trova ora due serie più indietro, con una proprietà olandese che ha messo in vendita la società, aggravata da oltre 2 milioni di euro di debiti, e che, nel frattempo, paga gli stipendi con tre mesi di ritardo.

L’Hockey Monza Brianza, erede della tradizione rotellistica rappresentata dall’Hockey club Monza e dal Sodalizio hockeystico Roller Monza, vanto cittadino con 11 scudetti e numerose coppe nazionali e internazionali, è riuscito a iscriversi quest’anno al campionato di ultima serie grazie alla rinuncia in extremis a ricevere rimborsi spese da parte dei giocatori, che dunque si stanno pagando di tasca loro anche le trasferte.

Nella pallavolo, dopo la chiusura totale della società da parte dell’Acqua Paradiso Monza Brianza, avvenuta un anno fa dopo aver raggiunto i quarti di finale scudetto e la semifinale di Cev cup, la gestione del PalaIper è passata nelle mani del Vero Volley Monza, la cui squadra di Serie A2 non è riuscita a trovare un main sponsor. E cosa dire della pallacanestro, dove una città di 120mila abitanti ha la squadra di punta in ottava serie? E non è la gloriosa Associazione sportiva dilettantistica Forti e liberi 1878, anch’essa arrivata a militare in Serie B, che dopo la rifondazione post-fallimentare di due anni fa è addirittura più sotto… Non parliamo poi delle numerose società sportive minori che negli ultimi anni hanno dovuto chiudere i battenti o fondersi tra loro: l’articolo diventerebbe troppo lungo.

Insomma, l’impressione è che la perdurante crisi economica stia dando il colpo di grazia al già bistrattato sport monzese. Poi ci sono le inchieste giudiziarie, che potrebbero mettere la parola fine al Gran premio di Formula 1 di automobilismo che dal 1922, salvo rarissime eccezioni, viene ospitato all’autodromo nazionale situato nel Real parco. Ecco, il parco: almeno non toglieteci la nostra palestra all’aperto…

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