06 Marzo 2021 Segnala una notizia

Uomo su un traliccio: dopo Monza protesta a Milano

3 Marzo 2013

monza-arengario-uomo-tenta-suicidio-mbAveva un azienda in Puglia, si è ribellato agli estorsori e da allora la sua vita è un inferno. Per protestare contro uno Stato che, secondo lui, non tutela i testimoni di Giustizia, Francesco Dipalo si é arrampicato su un traliccio dell’alta tensione, la scorsa settimana, dopo aver inviato una lettera in redazione.

Il suo nome è divenuto pubblico a dicembre, quando la sua protesta ha preso corpo dal tetto dell’Arengario di Monza, dove Dipalo si era arrampicato per chiedere aiuto e sostegno. La settimana scorsa ha replicato la protesta salendo su un traliccio dell’alta tensione, a Carugate. Qualche giorno prima però, aveva spedito una lettera alla nostra redazione “Sono un Testimone di Giustizia sottoposto a programma di protezione da parte del Ministero dell’ Interno su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e della Direzione Nazionale Antimafia – ha scritto – ma non sono un pentito, bensì un testimone di Giustizia, due cose molto diverse”.

Il collaboratore di giustizia, il pentito, è colui che abbandona la vita criminale, per collaborare con le autorità e, spesso, ottenere protezione e sconti di pena. “Il testimone di giustizia invece, è una persona onesta che ha denunciato alle autorità giudiziarie di essere stato vittima di richieste estorsive da parte di organizzazioni mafiose – prosegue – io possedevo in Puglia un impianto per la produzione di vasche idromassaggio. Fui costretto ad assumere il fratello del boss locale, poi ucciso nel 2010 a colpi di pistola”. Secondo quanto raccontato da Dipalo, dopo la morte del boss, la malavita gli chiese di pagare per la sua “protezione”, ma lui si rifiutò, decidendo di sporgere denuncia. “Hanno iniziato con le ritorsioni – continua nella sua lettera – hanno picchiato mia figlia, mi hanno aggredito versandomi addosso dell’acido, e poi hanno picchiato a sangue anche mia moglie. Le mie denunce però, sembravano essersi perse nel nulla”.

Dopo qualche settimana, infine, la Procura di Bari lo ha convocato “Ci hanno inserito nel programma di protezione – prosegue – dalla mia denuncia è scaturita un’indagine sulla sanità, le intercettazioni tra i boss hanno scoperchiato rapporti tra criminalità organizzata, politica, imprenditoria deviata ed alcuni esponenti delle forze dell’ordine. Le indagini si sono concluse con il rinvio a giudizio avvenuto a fine 2012 di 14 persone tra imprenditori, avvocati, politici tra i quali c’è anche il vicesindaco del comune di Altamura, il comandante della locale stazione dei carabinieri di Altamura e un altro maresciallo dei carabinieri della stessa stazione. Inoltre i giudici del tribunale del riesame di Bari hanno emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti gli imputati”.

Arrestati i presunti responsabili delle sue aggressioni, però, Dipalo lamenta una vita di soprusi continui “Siamo stati umiliati, derisi, offesi da funzionari dello stato privi di umanità, sensibilità, privi di rispetto nei confronti di chi si è schierato con la giustizia sino ad indurci ad atti estremi per la disperazioni – scrive nella lettera – Lo stato calpesta con comportamenti ingiusti, ingiustificati ed irresponsabili dei propri funzionari, la dignità di chi ha sacrificato se stesso, la propria famiglia, la propria azienda per fare semplicemente il proprio dovere , ovvero denunciare”.

Nella foto (by V.V.): Francesco Dipalo in cima all’Arengario

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Redazione
La redazione di MB News è composta da giornalisti professionisti e pubblicisti. Il direttore è Matteo Speziali col quale ogni giorno chi collabora con il giornale si confronta per offrire a voi lettori un giornale di giorno in giorno più interessante e più vicino a voi. Se avete qualche bella storia da raccontarci o se volete denunciare un fatto chiamate lo 039361411 oppure scrivete a [email protected] .


Articoli più letti di oggi