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Un’Europa senza fumo

5 Marzo 2013

Scende in Europa la percentuale di popolazione esposta al fumo passivo: si passa dal 46% nel 2009 al 28% nel 2012. Lo rileva una relazione sulla salvaguardia della salute dei cittadini europei dall’esposizione al fumo passivo pubblicata dalla Commissione europea il 22 febbraio.

La relazione fa seguito a un’altra tappa fondamentale per la lotta al fumo passivo, la raccomandazione del Consiglio del 2009 (2009/C 296/02), che sollecitava i governi ad adottare e attuare leggi volte a proteggere i loro cittadini dall’esposizione al fumo di tabacco negli ambienti pubblici chiusi, sul posto di lavoro e nei trasporti pubblici.

Lo studio in questione rassicura quanti pensavano che il divieto di fumare in luoghi pubblici chiusi si sarebbe ripercosso sulle entrate economiche di bar, ristoranti e altri servizi pubblici. L’impatto economico è stato infatti inizialmente limitato e, con il passare del tempo, persino positivo.

Tuttavia, nel rapporto della Commissione si devono fare i conti anche con evidenze negative. Risulta, che alcuni stati membri presentano ritardi in termini di attuazione e miglioramento di normative globali volte a proteggere la salute pubblica.

Tonio Borg, Commissario europeo responsabile per la Salute e la politica dei consumatori, ha affermato: “La relazione pubblicata oggi indica che gli Stati membri hanno compiuto costanti progressi per proteggere i loro cittadini dal fumo passivo. L’esposizione dei cittadini al fumo, tuttavia, varia ancora notevolmente tra i diversi paesi dell’UE e c’è ancora una lunga strada da percorrere per trasformare in realtà lo slogan Europa senza fumo. Sollecito tutti gli Stati membri a intensificare gli sforzi per far rispettare la legislazione, lodo quelli che hanno adottato leggi ambiziose contro il fumo e invito gli altri a seguire il loro esempio”.

Il notevole impegno dell’Europa per la salute dei cittadini in quest’ambito è da legare strettamente alle conseguenze che comporta l’esposizione al fumo passivo. E’ una fonte diffusa di mortalità, morbilità e disabilità nell’UE. Le stime rivelano che nel 2002 più di 70 mila adulti sono morti nell’UE a causa dell’esposizione al fumo di tabacco e molti di essi erano non fumatori o lavoratori esposti al fumo ambientale sul posto di lavoro.

L’incisivo impegno delle istituzioni europee, gli effetti positivi e immediati per la salute derivanti dalla legislazione anti-fumo ed il sostegno pubblico estremamente forte alla legislazione in materia sono fattori determinanti nella campagna contro il fumo in tutti gli Stati membri, per un’Europa più sana.

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