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Seregno, dimissioni Forcolin. «Non comprendo più la politica»

12 Marzo 2013

seregno-comune-mbEra finita su tutte le pagine dei giornali locali (e non) per il caso Talice, la sua denuncia per violenza sessuale nei confronti dell’allora assessore provinciale alla Sicurezza aveva rimbombato in lungo e in largo in quel della Brianza. Ora, Federica Forcolin, la più giovane consigliere comunale del comune di Seregno, ha rassegnato le proprie dimissioni attraverso una lettera al sindaco e al consiglio.

«I partiti, in consiglio comunale, ormai non sono rappresentativi di nulla; la classe dirigente, in rissa continua, è avvitata su questioni più personali che politiche; l’azione amministrativa è come frenata, bloccata. La città aspetta segnali, risposte».

Sono le parole di una ragazza disillusa dalla cosa pubblica, Forcolin, 25 anni, eletta nel 2010 nelle fila della Lega Nord, affida alla propria penna le sue delusioni: «Sono a disagio, credetemi! Anche perché riconosco i miei fallimenti e le mie colpe. – scrive la dimissionaria Forcolin – L’entusiasmo politico e la mia caparbietà di un tempo, non voglio si perdano nell’insoddisfazione, nell’impossibilità di fare, di agire davvero per il bene comune. Il mio desiderio misto ad ostinazione nel raggiungere degli obiettivi, seppur piccoli, sono evaporati tra l’indifferenza. La logica del rimandare a domani i problemi di oggi davvero non mi appartiene, così come non mi appartiene il discutere all’infinito di cose semplici che diventano complesse a piacimento. Ma, nonostante tutto, evidentemente bisogna fare altro, bisognerebbe che da più parti si facesse altro. Bisognerebbe costruire, più che demolire, rinnovare, ridare speranza, magari cambiando anche le istituzioni, rendendole più moderne e meno gravi come l’istituzione consigliare, che così com’è serve a poco o a niente. (Ma questo lo decideranno altri, a Roma, non io) Non mi permetto di giudicare il passato e il presente, né voglio indugiare oltre con le mediazioni, pur sapendo di aver commesso degli errori, so anche di avere fatto anche cose positive. Secondo coscienza compio questa scelta di distinguo dall’attuale vicenda amministrativa. Non sarebbe giusto continuare ad occupare una postazione di visibilità, una postazione comunque remunerata, non condividendo più nulla. In ultimo, per me, lo stare in questo consiglio comunale anche solo per qualche ora, mi provoca forte disagio. Disagio che ho cercato sempre di mascherare con sorrisi di circostanza, ma che ora non bastano più».

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