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Mosè Bianchi, la testimonianza del figlio di Vito Schifani

12 Marzo 2013

mose-bianche-conf-vittime-dovere-monzaTestimonianza toccante, piena di emozione e fatta di un grande sogno, quello di rendere l’Italia migliore. Emanuele Schifani, 21 anni, allievo ufficiale dell’Accademia della Guardia di Finanza ed orfano di Vito Schifani, 25 enne agente di scorta del Giudice Giovanni Falcone e deceduto con lui nella strage di Capaci, ha portato la sua testimonianza agli studenti di quarta superiore del Mosè Bianchi.

Il suo intervento si è inserito nell’ambito del progetto per la “Legalità economica”, promosso dalla Guardia di Finanza e l’Associazione Vittime del Dovere.

La divisa lustra, il berretto da cadetto bordato d’oro, il volto pulito e genuino di chi ci crede davvero, Emanuele ha parlato della sua scelta di vita e di suo padre, benché quando morì lui aveva solo 4 mesi di vita, “É difficile parlare della morte di mio padre, perché difficilmente ne parliamo a casa, in famiglia – racconta – ma certamente la sua perdita ha segnato il mio cammino”.

Vito Schifani aveva 25 anni, era sposato da uno quando, il 23 maggio 1992, la Lancia Tema su cui viaggiava il Giudice Giovanni Falcone saltò per aria insieme a tutta l’autostrada e l’auto della scorta “Mia madre aveva solo 22 anni, era mamma da quattro mesi – prosegue Emanuele – siamo andati via subito da Palermo. Quando ho iniziato a crescere, mi hanno fatto comprendere a fondo chi fosse mio padre, che scelta di vita avesse fatto, perché. Fu difficile da capire, ma poi mi riempì il cuore e segnó la mia strada”.0

La mamma di Emanuele Schifani, dopo anni di sofferenza, ha ritrovato l’amore in un finanziere, un altro uomo in divisa molto importante per Schifani “Come mio padre biologico, anche mio papà ha scelto la via della lotta alla criminalità organizzata – spiega – era nei Gico, un reparto speciale della guardia di finanza. Ho capito presto che avrei seguito le sue orme”. Per essere degno della divisa, Emanuele ha sempre rigato dritto, scelto con cura le persone da frequentare ed i comportamenti da evitare “È stato difficile ma non eccessivamente – conclude – ora non sono nulla, ma un domani, quando potrò indossare i gradi come i miei superiori, avrò la coscienza di aver realizzato un sogno, quello di fare qualcosa per lo Stato e, anche se poco, poter contribuire a rendere migliore questo paese”.

Al termine della mattinata, dove il Colonnello Mario Salerno, Comandante del Gruppo Finanza Monza ha spiegato ai giovani del Mosè Bianchi le conseguenze dell’evasione fiscale e di molti altri reati economici, i ragazzi potranno elaborare un progetto creativo. Gli elaborati più efficaci saranno pubblicati sul sito www.vittimedeldovere.it e sui siti delle Fiamme Gialle, della Prefettura di Monza e Brianza e del Comune di Monza.

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