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Monza dice sì al registro delle unioni civili

28 Febbraio 2013

Monza-comune-MBFumata bianca: Monza avrà il registro delle unione civili. Un passo importante per il capoluogo brianzolo messo nero su bianco mercoledì, 27 febbraio, durante il consiglio comunale cittadino. Venti voti favorevoli e 2 contrari: Martina Sassoli, Pdl, e Anna Martinetti, Una Monza per tutti.

«La mozione, stesa da Sinistra Ecologia Libertà, è stata aperta alle firme di tutti i consiglieri, di maggioranza e minoranza, che condividessero il tema – ha spiegato il capogruppo di Sel Alessandro Gerosa –tilt-brianza-alessandro-gerosa-portavoce-mb Lo straordinario risultato è stato che questa mozione è arrivata in consiglio con le firme di 18 consiglieri di cui 3 di minoranza. Siamo la prima città in provincia di Monza e Brianza ad approvare il registro per le unioni civili, a garantire diritti a persone che fino ad oggi se li son visti negare. Non sappiamo quante coppie a Monza si iscriveranno al registro e se sarà un successo come a Milano, dove in 5 mesi già 500 coppie si sono iscritte».

Consapevole che i diritti garantiti si limiteranno al solo ambito comunale, Gerosa ha affermato: «Per Sel questo è il primo tassello di una battaglia che deve culminare con l’approvazione in parlamento di una legge per le unioni civili, per il matrimonio omosessuale, per il diritto all’omogenitorialità. Speriamo che nei prossimi mesi il prossimo governo se ne occupi».

Si è detto concorde anche Marco Lamperti, Pd: «Purtroppo un comune non può dare pieno sassoli-martina-ass-monza-mbriconoscimento ad una coppia di fatto ed innescare quelle necessarie modifiche al codice civile per renderla legalmente riconosciuta. Rimane, però, un importante passo in avanti, un invito ai nostri rappresentanti a Roma perché legiferino sul tema».

La polemica non si è fatta certo attendere: «Si tratta dell’ennesima pagliacciata che non risponde in nessun modo alle vere esigenze delle coppie di fatto in materia fiscale, assistenziale e pensionistico, ad esempio. – ha detto la pidiellina Martina Sassoli – Sì a una legislazione nazionale seria e di tutela, no a escamotage locali inutili e demagogici».

Romeo-massimilianoDella stessa opinione il consigliere del Carroccio Massimiliano Romeo «Questa mozione è il classico esempio di chi vuole strumentalizzare la tematica dei diritti sociali per i propri fini politici, al fine magari di introdurre il matrimonio tra i gay sui cui sono fermamente contrario. Premetto che, se si tratta di garantire diritti a chi deve curare la propria persona cara o al fine di permettere l’accesso ai finanziamenti per le giovani coppie, potrei anche dichiararmi favorevole. Ad esempio intervenendo seriamente su leggi che impediscono di poter entrare nella camera di ospedale del convivente». Nella sera dove i diritti sono stati i grandi protagonisti Romeo ha parlato di doveri. «Troppo spesso nella cosiddetta “società dei diritti” i doveri sono dimenticati. Per questo credo ancora nell’istituzione del matrimonio, così come prevista in Costituzione, che parlano sì di diritti ma soprattutto di doveri verso il coniuge e verso i figli.

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Troppo spesso la sinistra difende a spada tratta la Costituzione solo nelle parti che le interessano».

Dopo la “botta” di Romeo ecco giungere la risposta di Lamperti «Il consigliere Romeo ha definito l’istituzione del registro un “mero atto populista ed inutile”. Ma io mi domando: si rende conto che, come Consiglieri, abbiamo la facoltà di allargare, anche se di poco, la base dei diritti a queste coppie? Se ne abbiamo la possibilità di garantire più diritti, abbiamo necessariamente anche la responsabilità sulla scelta di farlo oppure no. Basta con lo scaricare le responsabilità sul Parlamento per non assumersele in prima persona. Noi queste responsabilità ce le siamo prese».

Foto: dall’alto, Alessandro Gerosa (Sel), Martina Sassoli (Pdl), Massimiliano Romeo (Lega), Marco Lamperti (PD)

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