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Candidati Regionali. Le risposte di Gabriella Rossi (Patto civico Con Ambrosoli presidente)

19 Febbraio 2013

rossi-gabriella-candidata-regionali-patto-civico-ambrosoliPer conoscere meglio le idee dei candidati brianzoli alle prossime elezioni regionali MB News ha preparato cinque  domande. Riceviamo e pubblichiamo le risposte di Gabriella Rossi, Patto civico Con Ambrosoli presidente

1) La Lombardia è considerata una delle regioni più virtuose d’Italia. Quali secondo lei, i nervi scoperti della nostra regione? Citi almeno tre criticità.

Mi piace per prima cosa riflettere sul concetto di virtuosità… le vicende di questi ultimi mesi hanno messo in luce la necessità di usare in certe affermazioni il verbo al passato perché, pur trattandosi di passato prossimo, certe “virtuosità” non si sono poi rilevate tali.

L’eccellenza in sanità: il modello lombardo – al di là delle vicende attualmente in carico alla magistratura e alla guardia di finanza che di “virtuosità” hanno ben poco – non è mai riuscito a riannodare i fili tra salute ed assistenza. Le tematiche relative alla non autosufficienza, alla cronicità di patologia, alla disabilità e alla riabilitazione non hanno ancora trovato risposte adeguate; accanto ad una degenza ospedaliera sempre più “ridotta” e prevista per la fase acuta di malattia, le dimissioni protette, le domiciliazioni e l’ assistenza domiciliare integrata stentano a trovare modalità organizzative rispondenti ai bisogni emergenti.

L’efficienza nei trasporti: l’esperienza come pendolare del mese di dicembre scorso è l’esempio di un altro virtuosismo poco raccontabile. Se davvero la Lombardia avesse attenzione per i suoi cittadini e perseguisse l’obiettivo di minor inquinamento ed abbandono del trasposto privato, non permetterebbe il protrarsi di così gravi disagi, di inenarrabili  ritardi e di condizioni così disumane nei trasposti locali.

Lo sviluppo di ambiti industriali strategici per l’economia della nostra Terra. Sembra essersi fortemente affievolito, se non azzerato, il supporto per nuovi investimenti per una solida e proficua agricoltura, per lo sviluppo e la promozione della piccola e media industria (reale motore di questa nostra regione), per la valorizzazione del territorio nelle sue peculiarità turistiche e di cultura.

Ma prima di tutto – e comprensivo di tutte le situazioni di “nervi scoperti” – è il sistema clientelare e di “appartenenza” che fa a pugni con qualsiasi virtuosismo: ritengo che sia fondamentale che la Lombardia, per non perdere un ruolo esemplare per il nostro Paese, a partire da chi l’andrà a governare, debba riprendersi quell’onestà e integrità etica e domandarsi su quali risorse valoriali ed economiche voglia costruire il proprio futuro. La questione morale dunque come prioritaria e alla base di qualsiasi scelta strategica.

2) In caso di sua elezione, quale sarebbe la priorità? In cosa concentrerà le energie nei primi 100 giorni?

Credo che una risposta onesta a questa domanda debba essere: comprendere ed incidere sul meccanismo Istituzionale così da  ridare spazio alla partecipazione attiva (il ruolo delle audizioni e delle commissioni) e “studiare” le modalità organizzative per contenere gli sprechi, impedire la corruzione e presidiare accreditamenti e gare d’appalto libere da infiltrazioni mafiose.

3) Gli scandali che hanno travolto l’ultimo consiglio regionale sono stati numerosi e gravi. Qual è la sua ricetta per recuperare credibilità e fiducia agli occhi degli elettori?

Dare corpo e sostanza a parole come: onestà, equilibrio, spirito di servizio, rigore, trasparenza….

4) Sarebbe disposto a rinunciare ad una parte dello stipendio per gravare meno sulle casse pubbliche? Sì, no?

Credo sia un atto “dovuto” di fronte alla fatica quotidiana del vivere; credo sia scandaloso perseguire la strada che vede riconosciute emolumenti di buona-uscita milionari,  di livelli di stipendi abnormi, di privilegi ingiustificabili, per indennità elargite a funzioni spesso ricoperte non per merito ma per “appartenenza”.

5) L’amministrazione che si appresta a governare la Lombardia traghetterà la nostra regione verso un appuntamento storico: Expo 2015. Quale sarebbe il ruolo della Brianza in una partita così importante?

Che Expo 2015 rappresenti occasione unica per l’occupazione, l’economia, il turismo, la formazione, la mobilità e la cultura della Brianza ce lo sentiamo sbandierare dal momento della candidatura di Milano a questo grande evento. Poi lo spettro delle infiltrazioni mafiose e l’immobilismo istituzionali hanno preso la scena… La sfida che il nostro Territorio dovrà affrontare è quello di “prendere il treno in corsa” – la cui destinazione, tra l’altro, è ancora  poco chiara – anche perché il tema proposto per l’Esposizione internazionale ben si coniuga con la nostra storia e le risorse delle nostre comunità.

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