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Candidati Regionali. Le risposte di Antonio Nava (Unione di Centro)

19 Febbraio 2013

nava-antonio-candidato-regionali-udcPer conoscere meglio le idee dei candidati brianzoli alle prossime elezioni regionali MB News ha preparato cinque  domande. Riceviamo e pubblichiamo le risposte di Antonio Nava, Unione di Centro.

1. La Lombardia è considerata una delle regioni più virtuose d’Italia. Quali sono, secondo lei, i nervi scoperti della nostra regione? Citi almeno tre criticità.

Le criticità della Lombardia sono diverse, anche se è una regione comunque all’avanguardia per molti aspetti. Oggi una sola è la priorità: IL LAVORO. Senza lavoro non c’è pane.

Allargando tuttavia l’orizzonte: 

1.     La prima è la superficialità con la quale, dietro un paravento di regolamenti dei vari gruppi consiliari, si fa sperpero di danaro pubblico.  La giustificazione di aver comprato “un vasetto di nutella” la dice lunga su questa scandalosa vicenda. E la responsabilità non è dei “Partiti” ma dei consiglieri regionali che hanno votato e instituito questa norma.

2.     La seconda carenza o “fraudolenza”, è l’inaccettabile clientelismo che si è fatto in questi vent’annidi governo, privilegiando taluni  a svantaggio di tutti i cittadini. Prova ne sono le indagini giudiziarie in corso che tutti auspichiamo facciano chiarezza sulle responsabilità oggettive dei coinvolti.

3.      La terza, o il terzo nervo scoperto, è la lontananza degli eletti dal territorio. Persone che dovrebbero rappresentare i cittadini che li hanno eletti, ma che dopo tale evento, spariscono e non li si vede più. A volte è financo difficile riuscire ad essere accolti negli uffici della Regione Lombardia, mentre dovrebbe essere loro dovere avvicinare i cittadini nel loro territorio. 

2. In caso di una sua elezione, quale sarebbe la priorità? In cosa concentrerà le sue energie nei primi 100 giorni?

Come ho detto sopra il LAVORO è la vera emergenza, e l’azione politica da svolgere in regione Lombardia è proprio creare le premesse politiche per semplificare l’accesso e la creazione di posti di lavoro.

L’altra priorità che intendo portare avanti è la cessazione degli abusi di danaro pubblico, attraverso la trasparenza dell’azione Politica che ogni consigliere regionale eletto deve assumersi in prima persona.

Oltre alle norme e ai regolamenti esiste anche la coscienza. E una retta coscienza non può accettare di gestire in proprio, senza dover alcuna giustificazione legale, una azione politica sostenuta dai contribuenti e senza che questi ne colgano il concreto beneficio Politico, di un loro “presunto” diritto di servizio che l’eletto si è impegnato a dare.   

3. Gli scandali che hanno travolto l’ultimo consiglio regionale sono stati numerosi e gravi. Qual è la sua ricetta per recuperare credibilità e fiducia agli occhi degli elettori?

La via per recuperare credibilità davanti agli elettori è la via della retta coscienza morale. Le regole esistono e devono essere rispettate e non aggirate. La magistratura non avrebbe avuto motivo di interessarsi q questo argomento se la rettitudine e il buonsenso, fossero stati praticati con attinenza al mandato ricevuto dai cittadini.

4. Sarebbe disposto a rinunciare ad una parte dello stipendio per gravare meno sulle casse pubbliche? Sì, no?

SI..!  L’impegno politico di chi rende la sua disponibilità a consigliere non è un ordine del medico. Chi accoglie il carico di questo impegno lo fa per libera scelta. Tutti comprendono e giustificano una corretta indennità di carica. Ma tutti, in egual misura, ci sentiamo offesi se questa misura è esagerata e irrispettosa di quei cittadini e di quelle famiglie che soffrono per la mancanza di lavoro e di soldi per arrivare alla fine del mese.  Magari facendo mancare ai figli anche il necessario, perché economicamente impossibilitati a farlo. Questo è uno scandalo delle coscienze prima ancora che una aberrante devianza del potere politico.

5. L’amministrazione che si appresta a governare la Lombardia traghetterà la nostra regione verso un appuntamento storico: Expo 2015. Quale sarebbe il ruolo della Brianza in una partita così importante?

La Brianza è terra di donne e di uomini che non hanno chiesto, o peggio elemosinato: hanno sempre fatto con il loro lavoro.

Per questa ragione non coinvolgere le eccellenze della Brianza in questo progetto ambizioso, sarebbe una becera e malaugurata sorte. Ma un progetto così importante deve, a mio avviso, anche coinvolgere tutto il nord e, per quanto possibile, tutto il Paese Italia.

Uscire dal centralismo regionale è doveroso e auspicabile per far si che EXPO’ 2015 divenga davvero un fattore di crescita e di ripartenza per l’Italia, sia dal punto di vista del lavoro, primo problema in assoluto per famiglie e giovani,  e unico modo per uscire dalla crisi. Soprattutto darebbe solidità alla unità nazionale che non si può invocare solo quando c’è da dare, ma anche quando c’è da dividere una opportunità capace di dare nuovo slancio al paese.

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