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Candidati Regionali. Le risposte di Antonio Romeo (Popolo della Libertà)

13 Febbraio 2013

romeo-antonio-candidato-regionali-pdlPer conoscere meglio le idee dei candidati brianzoli alle prossime elezioni regionali. MB News ha preparato 5 rapide domande, ecco le risposte di Antonio Romeo, Pdl.

1) La Lombardia è considerata una delle regioni più virtuose d’Italia. Quali sono, secondo lei, i nervi scoperti della nostra regione? Citi almeno tre criticità.

LAVORO, IMPRESE E OCCUPAZIONE. Nonostante il difficile momento economico, il territorio lombardo e brianzolo deve continuare a mantenere fiducia nel futuro: guai se si scegliesse di diventare semplicemente territorio del terziario e dei servizi abbandonando i poli produttivi. Occorre soprattutto, oggi più che mai, un forte richiamo al valore del merito e della responsabilità, al coraggio, all’autonomia e alla capacità di innovare che devono sempre caratterizzare l’imprenditore, caratteristiche di cui la Brianza ha sempre saputo essere interprete straordinaria e credibile. Nostri obiettivi prioritari devono essere e restare l’innovazione, l’internazionalizzazione, la promozione dell’attrattività del mercato brianzolo e la formazione. Vogliamo produrre una filiera di interventi che unisca il percorso dalla ricerca all’impresa, con il coinvolgimento di tutte le rappresentanze di categoria e valorizzando i risultati di innovazione nel design e nella tecnologia prodotti sul nostro territorio. Non abbiamo lasciato soli i cittadini e le imprese: prova ne sono i dieci bandi regionali incentrati su innovazione, internazionalizzazione, valorizzazione delle produzioni e accesso al credito, nei quali le imprese e le famiglie brianzole potranno trovare valide ragioni di aiuto e sostegno. Tra gli interventi di Regione Lombardia c’è anche da segnalare che alla Borsa Lavoro regionale, a maggio 2012, su 96 mila cittadini che hanno ricercato lavoro, 25 mila e 566 hanno trovato nuova occupazione, il 16,3% dei quali di Monza e provincia. Ecco una ulteriore prova che gli strumenti anticrisi messi in atto funzionano. Regione Lombardia ha contribuito in modo determinante al passaggio dal welfare della necessità al welfare della opportunità, centrato sulla volontà della persona di rimanere attiva nella società. L’accordo Stato Regioni sugli ammortizzatori sociali è stato un esempio positivo in questo senso: il lavoratore in cassa integrazione riceve infatti un’integrazione al reddito per compiere percorsi formativi e di riqualificazione. In questo modo la persona investe nella propria crescita professionale per poter rientrare con più efficacia nel mondo del lavoro. L’integrazione al reddito però deve ora tener conto anche dell’effettivo stato di necessità del lavoratore e della sua famiglia: il sistema di welfare deve quindi aprirsi sempre di più al quoziente familiare. I percettori della dote lavoro e della dote ammortizzatori sociali, in relazione al numero di figli e alla situazione economica e familiare, ricevono già per 10 mesi un buono mensile del valore di 350 euro per l’acquisto di servizi per la prima infanzia, lavori domestici, servizi di assistenza domiciliare per anziani o persone non autosufficienti. Sono queste solo alcune tra le più significative delle tante misure messe in campo in questi mesi da Regione Lombardia: è bene che i cittadini brianzoli ne siano a conoscenza, anche perché tali misure possono rappresentare per molti una concreta opportunità.

SANITA’. Il sistema sanitario lombardo, oltre ad avere i conti in pareggio, è ai vertici dell’eccellenza nazionale e internazionale, come dimostra il numero dei pazienti extra-regionali che si rivolgono ai nostri ospedali. Ma la domanda di cura evolve in continuazione e i bisogni in questo campo non sono mai definitivi. Vogliamo e dobbiamo perciò operare per una sanità ancora più presente sul territorio, più puntuale, con tecnologie all’avanguardia, fondata su una nuova e rinnovata alleanza tra medico e paziente affinchè il rapporto sia sempre più stretto, diretto e facilitato.
Tra i sette nuovi ospedali realizzati in questi ultimi anni in Lombardia c’è quello di Vimercate, che con Desio e Monza e con i numerosi e qualificati presidi sanitari dislocati sul territorio, fa della sanità brianzola una delle più eccellenti su scala nazionale, da salvaguardare e promuovere ora anche con l’innesto di nuove tecnologie e strumenti di cura. In previsione futura, dobbiamo concentrare le specializzazioni all’interno dei centri ospedalieri maggiori, mantenendo però i presidi sanitari esistenti per le cure di prima necessità e di pronto intervento.

FAMIGLIA E GIOVANI.  La società si sta trasformando rapidamente, gli anziani aumentano e il tasso di natalità è sempre basso. Di fronte a questa situazione dobbiamo dare più assistenza (come sta già facendo Regione Lombardia), ma anche pensare a forme nuove di intervento perché le risorse pubbliche continuano a diminuire. Come? Non possiamo abbandonare i bambini e i giovani di oggi. Generazioni che non potranno contare su un welfare generoso (sanità, pensioni, ammortizzatori sociali) devono essere aiutate a conciliare famiglia-lavoro e ad avere la loro casa. Pertanto mi impegnerò in particolare per la tutela della maternità, ricordando che Regione Lombardia ha già investito  8 milioni di euro per 284 consultori familiari accreditati, in grado di assistere 566.000 persone all’ anno; per l’estensione del buono famiglia a sostegno delle famiglie numerose (oltre 15.000 famiglie beneficiarie nel 2012) e per l’estensione del voucher socio-sanitario per le diverse forme di assistenza domiciliare integrata. Dobbiamo poi adoperarci per incrementare ulteriormente  i 56.000 posti letto nelle Residenze Sanitarie per Anziani, che sono già la metà di tutta l’Italia. Dobbiamo sostenere infine la creazione di strutture e centri sportivi per i giovani, in particolare quelle gestiti da oratori e associazioni di volontariato.


2) In caso di una sua elezione, quale sarebbe la priorità? In cosa concentrerà le energie nei primi 100 giorni?
Già nella risposta che ho dato alla prima domanda ho spiegato i tre impegni prioritari e concreti sui quali intendo operare da subito. Nella prossima legislatura cercherò inoltre di portare in modo ancora più incisivo il mio contributo di uomo politico che è stato prima di tutto Sindaco: la Regione è un ente legislativo, ma se le leggi sono fatte anche da chi, avendo fatto il Sindaco o l’Assessore nei nostri Comuni, ha dovuto avvalersene ogni giorno, sicuramente potrebbero essere più pertinenti e rispondere meglio alle aspettative e alle attese di chi poi sul territorio è chiamato a governare. Ritengo che compito di un Consigliere regionale sia innanzitutto quello di legiferare bene, ma per fare questo occorre anche avvicinare sempre di più la gente al Palazzo, rendere sempre più trasparente e far conoscere meglio l’attività del Consiglio regionale ai suoi cittadini: un Consigliere regionale deve stare tra la sua gente, ascoltarla, confrontarsi e discutere insieme. Serve più comunicazione, più relazione, più presenza sul territorio, più attività di servizio: è questo quello che io voglio e pretendo dall’istituzione regionale, è questo quello che cercherò di fare ogni giorno se sarò eletto e riconfermato in Consiglio regionale.

3) Gli scandali che hanno travolto l’ultimo consiglio regionale sono stati numerosi e gravi. Qual è la sua ricetta per recuperare credibilità e fiducia agli occhi degli elettori?
Ho il piacere e la soddisfazione di essere uno dei pochi Consiglieri regionali uscenti ad essere stato ricandidato, e sono orgoglioso di essere l’unico a non essere indagato per la vicenda dei rimborsi elettorali, non avendo io mai presentato una sola richiesta di rimborso. Credo che oggi la politica deve recuperare una forte dimensione etica, dove alle buone parole devono seguire i fatti: i principi etici e morali a cui la buona politica si affida non devono rimanere solo belle intenzioni, ma tradursi anche in impegni precisi e concreti. Tra questi sicuramente l’eliminazione dei rimborsi concessi ai gruppi politici e una riduzione delle spese di funzionamento della politica stessa. Serve massima trasparenza nella rendicontazione della propria attività politica e professionale: invito la gente a informarsi con attenzione, personalmente e direttamente, su chi sono i candidati proposti e esprimere il proprio voto di conseguenza.

4) Sarebbe disposto a rinunciare ad una parte dello stipendio per gravare meno sulle casse pubbliche? Sì, no?
E’ un segnale importante che la gente ci chiede e che va dato: in conclusione di legislatura in Lombardia ci siamo già ridotti lo stipendio del 10% rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale, uno sforzo in più sensibile e incisivo lo possiamo e lo dobbiamo ancora fare, ne sono convinto. Spero e confido però che sappiano fare altrettanto anche in Parlamento nazionale e nelle altre Regioni italiane: noi in Lombardia, in termini di contenimento costi e stipendi, siamo già i più virtuosi d’Italia, lo dimostrano i dati, lo ha certificato anche la Corte dei Conti.

5) L’amministrazione che si appresta a governare la Lombardia traghetterà la nostra regione verso un appuntamento storico: Expo 2015. Quale sarebbe il ruolo della Brianza in una partita così importante?
Il patrimonio storico e culturale brianzolo deve essere inserito e meglio promosso nei circuiti regionali promozionali e fieristici all’estero: le numerose ville storiche brianzole in occasione dell’Esposizione Universale possono e devono diventare sede di rappresentanza  dei Paesi mondiale emergenti che parteciperanno a Expo 2015. E’ questa la grande sfida che il nostro territorio può affrontare e deve vincere, perchè è il modo migliore per attrarre visitatori e operatori direttamente sul nostro territorio e nelle nostre strutture. Le nostre ville storiche sono strutture prestigiose e degne di essere sedi di rappresentanza, e soprattutto sono tutte ottimamente collegate con la sede milanese di Expo 2015.


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