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“The History Boys” in scena al Binario 7: intervista al regista Ferdinando Bruni

9 Gennaio 2013

monza-binario7-the-history-boys-mbSi è già registrato il tutto esaurito per “The History Boys”, la commedia di Alan Bennett vincitrice di sei Tony Award che, nella versione di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, andrà in scena per la prima volta a Monza al Teatro Binario 7, in via Turati, il 12 e il 13 gennaio.

Salutato dai critici come uno dei più importanti ed emozionanti tra gli spettacoli firmati dai due registi, “The History Boys”, che ha debuttato per la prima volta all’Elfo Puccini di Milano il 10 dicembre 2010, è diventato un vero e proprio caso, facendo oltretutto razzia di riconoscimenti all’edizione 2011 del premio Ubu (Miglior spettacolo dell’anno, Miglior attrice non protagonista per Ida Martinelli e Nuovo attore under 30, assegnato eccezionalmente a tutti gli otto ragazzi in scena).

monza-binario7-elio-de-capitani-the-history-boys-mbLa trama. La commedia mette in scena un gruppo di adolescenti all’ultimo anno di college, impegnati con gli esami di ammissione all’università. Sono ragazzi tanto diversi tra loro quanto affiatati. L’insegnante di inglese, Hector, un “irresistibile” Elio De Capitani, e quella di storia, Mrs Lintott, interpretata da Debora Zuin nel tour 2012/2013, cercano di stimolare la loro curiosità al di là dei percorsi consueti e preconfezionati, infischiandosene del prestigio, delle tradizioni, dei primati e dei punteggio scolastici. Il preside, interpretato da Gabriele Calindri, li vorrebbe invece tutti a Oxford o Cambridge, a tenere alto il buon nome della sua scuola. Durante lo scontro, inevitabile, scende in campo anche un giovane e ambizioso professore (Marco Cacciola) incaricato dal preside di dare una “ripulita” allo stile dei ragazzi, per renderlo più spendibile al “supermercato del sapere”.

L’intervista a Ferdinando Bruni, regista, assieme a Elio De Capitani, dello spettacolo.
Quando è nata l’idea di realizzare questa versione di “The History Boys”?

Circa tre anni fa. Il testo di Bennett ci è piaciuto subito, abbiamo visionato anche l’adattamento cinematografico che ne è stato fatto nel 2006 (“The History Boys”, diretto da Nicholas Hytner, n.d.r.). Ci interessava molto lavorare con dei giovani e riflettere sulle tematiche proposte dal testo di Bennett, quali il percorso di crescita intrapreso da giovani intimamente diversi tra loro e le differenti interpretazioni dell’idea di cultura.

Quali sono i concetti antitetici di “cultura” indagati nella commedia?

Da un lato la cultura viene vista come uno strumento necessario alla creazione dell’essere umano, nella sua concezione più alta; dall’altro viene invece considerata come un accessorio, un ornamento utile solo a fare bella figura in società.

Qual è, secondo Lei, lo stato della cultura in Italia?

La nostra situazione è davvero bizzarra. Il patrimonio che abbiamo la fortuna di possedere è sterminato, la vivacità con cui ancora, al giorno d’oggi, la cultura viene prodotta rimane alta: abbiamo tutte le carte in regola per mantenere il nostro buon nome. Troppo spesso, però, i governi finiscono per considerare la cultura solo come un mero abbellimento e per questo tendono a sacrificarla.

Il testo originario è stato modificato e adattato alla realtà italiana?

No, non c’è stato alcun adattamento. Il testo di Bennett possiede una grande capacità comunicativa: è in grado di parlare al pubblico oltrepassando le barriere nazionali. Qualsiasi modifica l’avrebbe decisamente snaturato.

Siete appena arrivati in città: cosa vi aspettate dal pubblico monzese? È diverso da quello meneghino? Qual è il rapporto che vi lega al Binario 7?

I due pubblici sono simili, hanno le stesse esigenze. Abbiamo già registrato il sold out per le due date in programma e ne siamo entusiasti. Quanto al Binario 7, conosciamo a fondo la sua realtà, ci troviamo bene qui.

Com’è lavorare alla regia a quattro mani con Elio De Capitani?

Collaboriamo ormai da tanti anni: siamo diventati del tutto complementari e condividiamo ogni aspetto del lavoro. In questo spettacolo Elio recita anche, e io rimango dietro le quinte, ma ci sono stati casi in cui entrambi siamo stati in scena o, al contrario, entrambi siamo rimasti nell’ombra.

Avete intenzione di lavorare a quattro mani su altri testi?

Sì, lavoreremo sul testo “Frost/Nixon”, scritto da Peter Morgan (il dramma è incentrato sulle interviste che nel 1977 Richard Nixon concesse a David Frost, n.d.r.). Andrà in scena in autunno.

{xtypo_rounded2}The History Boys
di Alan Bennett

traduzione Salvatore Cabras e Maggie Rose
regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani

monza-binario7-the-history-boys-i ragazzi-mbcon Elio De Capitani (Hector), Gabriele Calindri (Il preside), Marco Cacciola (Irwin), Debora
Zuin (Mrs Lintott), Giuseppe Amato (Scripps), Marco Bonadei (Rudge), Angelo Di Genio
(Dakin), Loris Fabiani (Lockwood), Andrea Germani (Timms), Vincenzo Zampa (Posner),
Alessandro Rugnone (Akthar), Giacomo Troianiello (Crowther/pianista)
Luci: Nando Frigerio
Produzione: Teatro dell’Elfo

Date
sabato 12 gennaio 2013, ore 21
domenica 13 gennaio 2013, ore 16

Durata spettacolo
3 ore compreso un intervallo di 15 minuti

Biglietti
Intero € 18 – ridotto € 12 (under 25, over 65, convenzionati e utenti biblioteche) –
under 18 € 6

Dietro le quinte. Lo spettacolo verrà presentato in anteprima dai due registi Ferdinando Bruni e Elio De Capitani sabato 12 gennaio alle ore 11 alla Biblioteca S. Gerardo di Monza (via Lecco, 12) nell’ambito della rassegna “Dietro le quinte” organizzata dalla Provincia di Monza e
della Brianza. Da martedì 8 gennaio a sabato 12 gennaio sarà allestito lo scaffale tematico “Tutto Bennett” alla Biblioteca Civica di Monza.

Per informazioni e prenotazioni
www.teatrobinario7.it
[email protected]
– tel. 039 20.27.002

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Fotografie gentilmente concesse dal Teatro Binario 7.

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