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“Il Sistema Corruzione” la verità in un libro. Intervista a Laura Marinaro

22 Gennaio 2013

sistema-corruzione-libro“Nei decenni che ho trascorso in rapporti di relazione con i politici che contano, quelli che hanno il potere di ammetterti o lasciarti fuori dall’economia pubblica, quelli che possono farti partecipare alle gare pubbliche o escluderti, ho dovuto assistere, nella maggior parte dei casi, a comportamenti criminali. I pubblici ufficiali non perdevano occasione per sottomettermi e chiedere soldi”.

E’ questo l’incipit del libro “Sistema Corruzione”, scritto a due mani dall’imprenditore Pietro Di Caterina, indagato dalla Procura di Monza nell’ambito della maxi inchiesta “Sistema Sesto”, e dalla giornalista brianzola, corrispondente per Libero, Laura Marinaro.

Sono le parole dell’imprenditore Di Caterina, accusato dalla magistratura di aver preso parte al meccanismo della “corruzione che olia gli ingranaggi dell’affare pubblico” e grande accusatore dell’ex Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, ad aprire un libro che vuole essere un monito per i cittadini ed uno strumento di ribellione e che sarà in libreria dal prossimo 24 gennaio, per Add editore. Come, lo abbiamo chiesto alla co-autrice, Laura Marinaro.

Cos’è il sistema corruzione, come è nato questo titolo?
“Questo libro nasce da un’idea di un imprenditore, per far capire ai cittadini quanto la corruzione intacchi le loro tasche, in linguaggio chiaro. Vogliamo offrire delle idee per avviare un dibattito serio in materia, che oggi non c’è perché la contro informazione politica corrotta fa di tutto per confondere le acque. E’ un sistema ben consolidato da più di vent’anni, dopo la parentesi di tangentopoli che aveva dato speranza, la politica ha ripreso a rubare in maniera ancora più spregiudicata. Le diverse tipologie di corruzione si sono affinate tra destra e sinistra, e per questo il libro é scritto da me che sono più vicina ad ideologie di destra e da Di Caterina, che invece è più vicino a quelle di sinistra.

Il suo co-autore è però indagato, come lo spiega?
“Denunciare la corruzione in Italia significa non solo andare incontro a problemi processuali, e lui ha denunciato chi gli voleva spillare denaro. Poi c’è da aggiungere anche l’essere escluso dalla socialità del palazzo, dalla possibilità di lavorare con la pubblica amministrazione”. Difatti in un altro stralcio del libro, Di Caterina afferma “Ho pagato il politico che mi chiedeva di dare una mano al partito, o alla società sportiva; ho dato soldi al politico che chiedeva di sponsorizzare eventi e ho risposto alle richieste di denaro degli amministratori pubblici che mi prospettavano presunte difficoltà da affrontare nel sociale. Certo, questi rituali molte volte andavano oltre i limiti e dovevo far finta di non capire e sottostare. Il rifiuto avrebbe causato la fine della relazione”.

Perché l’imprenditore non ha denunciato prima di pagare?
“Perché di Caterina non ha mai pagato tangenti ma ha finanziato il politico che chiedeva un aiuto per la squadra di calcio locale, per il libro che doveva stampare il comune. Il punto è indagare a monte. La finanza dovrebbe fare controlli a random nelle amministrazioni pubbliche, come lo fa nelle aziende private, cosa che adesso non accade, e si scoprirebbero magagne di ogni genere”.

Nel libro avete quantificato il ladrocinio ai cittadini per 12mila euro annui, in che senso?
“Alla cifra di 6mila euro si può arrivare dividendo per il numero dei cittadini maggiorenni la cifra 120 miliardi sposata dalla corte dei conti (che in realtà è un numero fittizio), 6 mila in aggiunta sono la quantificazione del furto di futuro e di chance lavorative ed imprenditoriali, perché è questo che fa anche la corruzione, ci ruba il futuro e il lavoro (leggete il capitolo concorsi e lavoro falso).

L’ultimo capitolo si intitola ribelliamoci, ma a parte lanciare sassi, forse gli italiani non sanno come fare, suggerimenti?
“Non ci sono ricette per risolvere il problema corruzione, ma idee utili per trovare insieme una soluzione per agire e ribellarci davvero, non con manifestazioni per strada, ma con azioni coordinate, con persone che fanno politica e ci credono e vogliono cambiare le cose. Noi dovremmo poter entrare nelle amministrazioni e ficcare il naso perché è roba nostra, in America ed in altri stati viene incentivata un’azione di intelligence da parte di cittadini comuni e trasparenza vera da parte delle pubbliche amministrazioni. Provate a prendere una delibera e capirci qualcosa, se non siete “addetti ai lavori”. Dai controlli che tutti dovremmo poter fare della cosa pubblica, potrebbero nascere azioni comuni per contrastare “il sistema”.

“Sistema corruzione”, in libreria dal 24 gennaio, Add editore, 14 euro.

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