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Omicidio di Bernareggio, è in carcere l’assassino

20 Gennaio 2013

bernareggio-omicidio3Un attimo di rabbia, un raptus, un rapporto ormai fatto da più bassi che alti e ieri il dramma. Tra le 18.30 e le 19 di sabato è stata uccisa Antonia Stanghellini, di 45 anni dal suo ex compagno, Mustapha Hasouani nella casa in cui la donna viveva insieme ai figli, in via Monte Grappa 7 a Bernareggio.

Sul balcone dell’appartamento ci sono ancora i panni stesi messi dalla donna nel pomeriggio. Tutto è rimasto come sospeso nel tempo dopo l’atroce delitto: la porta sigillata, le macchie di sangue sul muro dell’atrio del palazzo e sulla porta di vetro dell’ingresso.

bernareggio-omicidio2Il dramma inizia intorno alle 18.30: l’ex compagno va a trovare in via Monte Grappa Antonia e i figli, Joseph di 12 anni e Nada di 16. In casa però c’è solo la madre e o due iniziano una discussione. Poco dopo un’amica di Antonia la chiama ma al cellulare risponde Mustapha che riattacca il telefono. Antonia avrebbe dovuto trovarsi con le amiche per uscire e fare il sabato sera insieme, ma sembrerebbe proprio questo il motivo che ha fatto scattare il raptus. Lui voleva probabilmente passare qualche ora insieme alla sua ex, come ogni tanto succedeva, anche dopo che un anno fa i due avevano deciso di vivere separati.

Lui prende un coltello da cucina e inizia a colpirla con cinque coltellate al petto. La donna si accascia, morente. Lui, dopo essersi ferito alla mano, esce di casa, chiude la porta dietro di sé e si avvia a piedi, ancora sanguinante, alla vicina caserma dei Carabinieri di Bernareggio dove confessa quanto fatto. Scattano subito i bernareggio-omicidio1soccorsi, i pompieri sfondano la porta ma ormai per la donna non c’era più nulla da fare.

Nel 2012 Antonia Stanghellini aveva denunciato per tre volte l’uomo per violenza nei suoi confronti, l’ultima volta a fine dicembre. Le prime due denunce erano state ritirate, la terza era invece stata inviata ad inizio gennaio in procura.

Dopo essersi conosciuti negli anni ’90 in un’azienda di Cavenago, (lei aveva già una figlia da un precedente matrimonio), i due avevano cominciato una convivenza da cui avevano avuto due figli. Nel 2009 sono iniziati i problemi con la perdita del lavoro da parte di lui e a fine 2011 hanno deciso di vivere separati: lei nella casa di loro proprietà di via Monte Grappa e lui poche decine di metri più lontano insieme ai fratelli e ai genitori.

Dopo essere stato interrogato per tutta la notte, l’assassino è stato portato al carcere di Monza accusato di omicidio volontario. I bambini invece si trovano ora da nonni e zii che abitano in città. Il parroco Don Luca Raimondi, ha voluto parlare con loro questa mattina per portargli un primo aiuto. Lo stesso parroco ha contattato per primo la figlia 22enne avuta dal primo matrimonio, che si trova attualmente in Spagna per l’Erasmus.

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