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Nuova norma EURO VI

15 Gennaio 2013

Grazie alla nuova “norma Euro VI”, in vigore dal 31 dicembre 2012, l’Unione europea si propone di limitare le emissioni di ossidi di azoto e di particolato dei nuovi tipi di camion e autobus. Ciò corrisponde a una riduzione dell’80% delle emissioni di ossido di azoto e del 60% del particolato rispetto ai livelli del 2008 fissati in forza delle precedenti norme Euro V.

La nuova legislazione avrà impatti positivi sull’ambiente, sulla salute umana e sull’industria: la legislazione introduce procedure di test e norme armonizzate su scala mondiale che dovrebbero contribuire a dare impulso alle esportazioni dell’industria automobilistica europea. Inoltre, la legislazione dell’UE relativa ai veicoli a motore è ora più semplice e diventa efficace più celermente. I regolamenti di applicazione diretta hanno rimpiazzato le vecchie direttive eliminando così i tempi richiesti per il loro recepimento nei 27 Stati membri dell’Unione.

La nuova legislazione europea stabilisce regole comuni per le emissioni inquinanti dei veicoli pesanti (bus e camion). La legislazione è stata sviluppata in linea con i principi di una migliore regolamentazione e sulla base delle raccomandazioni del gruppo per un quadro normativo competitivo nel settore automobilistico per il XXI° secolo (CARS 21) e del feedback a seguito di una consultazione pubblica.

Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per le industrie e l’imprenditoria, ha affermato: “La riduzione odierna delle emissioni contribuirà a rendere più pulita l’aria che respiriamo e a migliorare la competitività dell’industria automobilistica europea. Come concordato nel nostro neoadottato Piano d’azione Cars stiamo creando una situazione che produce vantaggi sotto tutti gli aspetti: disporremo di camion e di autobus più puliti che faranno tendenza e saranno esportabili in tutto il mondo”.

Il Piano d’azione Cars comprende proposte concrete di iniziative politiche per: promuovere gli investimenti nelle tecnologie avanzate e nell’innovazione in funzione per i veicoli puliti; migliorare le condizioni di mercato; sostenere l’industria nell’accesso al mercato globale; promuovere gli investimenti nelle abilità e nella formazione per accompagnare il cambiamento strutturale e affrontare in modo proattivo i fabbisogni in tema di manodopera e competenze, ad esempio incoraggiando l’uso a tal fine del Fondo sociale europeo (FSE).

I vantaggi introdotti porteranno l’introduzione di procedure di test e norme armonizzate su scala mondiale con valori limite delle emissioni equivalenti a quelli degli USA; un rapporto positivo costi-benefici come comprovato dalla valutazione d’impatto.

Il prossimo decennio dovrebbe registrare un grande aumento del numero di veicoli venduti nei paesi emergenti, e presenta quindi opportunità per l’industria automobilistica europea, che però dovrà migliorare la sostenibilità e misurarsi con la crescente concorrenza mondiale.

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