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L’UE assegna 680 milioni di euro a sostegno della ricerca

30 Gennaio 2013

L’Unione dà nuovo impulso alla ricerca europea attraverso lo stanziamento in ventiquattro paesi dell’UE di 680 milioni di euro a sostegno di 302 ricercatori di alto livello. Con l’ultimo bando per l’assegnazione delle sovvenzioni, infatti, il Consiglio europeo della ricerca (CER) ha deciso di incrementare il sostegno a favore di 32 ricercatori esperti di nazionalità diverse. I paesi che presentano il maggior numero di beneficiari sono Regno Unito, Francia e Germania ma, al progetto parteciperanno sia ricercatori europei di ritorno da paesi non UE associati al programma quadro di ricerca, sia cittadini non comunitari che si occupano di ricerca presso alcuni istituti europei.

L’aumento delle sovvenzioni raggiungerà i 2,5 milioni di euro per progetto e consentirà di sviluppare idee innovative all’interno di una gran varietà di temi relativi alle scienze fisiche e ingegneristiche, le scienze della vita, le scienze sociali e umane. In particolare, per quanto riguarda il nostro paese, nell’ambito dei nuovi finanziamenti sono stati selezionati 19 ricercatori di nazionalità italiana e 15 saranno invece quelli ospitati dai nostri enti di ricerca. I temi assegnati differiscono da paese a paese. L’Italia si occuperà dell’analisi dell’influenza dei contesti e degli elementi emotivi e psicologici sulle convinzioni degli operatori economici. Tra gli altri paesi invece, la Francia tratterà lo sviluppo di nuovi modelli per la comprensione della superconduttività e altri fenomeni fisici e la Lettonia vedrà un gruppo di studiosi impegnato nella valutazione dei vantaggi e dei limiti dei dispositivi quantici attraverso l’associazione di strumenti informatici, fisici e matematici d’avanguardia.

L’Unione è diventata la promotrice della cooperazione in ambito scientifico, a partire dal 1984, con il varo del primo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico che ha portato alla creazione di programmi comunitari multidisciplinari che fino ad oggi costituiscono la guida della ricerca europea. L’ultimo di questi è il Settimo programma quadro (7°PQ), in vigore dal 2007 al 2013, che nel 2007 ha portato alla nascita del Consiglio europeo della ricerca (CER) considerato la prima organizzazione paneuropea per la ricerca d’avanguardia.

Recentemente, all’interno del nuovo programma “Orizzonte 2020” la Commissione europea ha proposto un incremento del bilancio destinato al CER per il potenziamento della competitività in ambito di ricerca che, tra il 2014 e il 2020, si propone di riunire, sotto un unico programma, tutti gli investimenti dell’UE per creare prodotti e servizi innovativi volti a migliorare la vita dei cittadini e offrire opportunità imprenditoriali.

Grazie allo stanziamento dei nuovi finanziamenti, il CER potrà dare un notevole impulso alla ricerca scientifica nei paesi membri e sostenere adeguatamente i loro ricercatori, il cui contributo risulta essenziale per il rilancio della competitività europea in quest’ambito. In particolare, con la coordinazione dei vari istituti degli Stati membri e l’ottimizzazione dei processi attraverso l’assegnazione di temi specifici per paese, la facilitazione nello scambio dei dati e la semplificazione delle procedure amministrative, la ricerca assumerà una valenza prettamente europea.

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