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Oasi e stazione ornitologica nel parco Rio Vallone: presto realtà?

17 Dicembre 2012

Pettirosso-mbUna stazione ornitologica nel parco del Rio Vallone, un primo passo per trasformare l’area protetta ad est della provincia di Monza e Brianza in un’Oasi di Protezione. È questa l’idea che il presidente del parco Antonio Varisco ha proposto alla provincia e che spera diventi presto realtà.

Negli ultimi anni un gruppo di esperti ha volontariamente monitorato il flusso di uccelli all’interno del Parco e i dati che ne sono scaturiti hanno mostrato una fauna folta e diversificata: le specie maggiormente catturate sono state il Migliarino di palude (326 individui), la Capinera (58), il Pettirosso (41), l’Usignolo (36), la Passera scopaiola (33), la Cinciallegra (25) e il Canapino comune (21).

Per quelle prese con minor frequenza un solo non Passeriforme (Torcicollo), alcune specie di ambiente umido (Forapaglie, Cannaiola comune, Cannareccione), alcuni Silvidi (Sterpazzola, Luì piccolo, Luì grosso, Regolo) e alcuni Fringillidi (Fringuello, Peppola, Verzellino). Da segnalare infine la cattura di tre individui di Averla piccola, specie di interesse comunitario ed indicatrice di ecosistemi agricoli di qualità.

“Questi dati raccolti, per quanto non ufficiali, sono molto interessanti e per certi aspetti abbastanza sorprendenti – afferma il Presidente del parco Arch. Antonio Varisco – Senza la collaborazione assolutamente volontaria di specialisti del settore non avremmo mai avuto le risorse finanziarie per realizzare un monitoraggio faunistico di questo tipo, i nostri dati sono fermi al 1993/94 quando è stata fatta la prima e unica campagna di rilevamento faunistico su tutto il territorio del Parco”.

La proposta, come si legge sul sito del Parco, è stata ben accolta dalla Provincia tanto da inserirla all’interno del proprio Piano Faunistico Venatorio provinciale, attualmente in sede di redazione. Se verrà approvata, la stazione ornitologica sorgerà vicino l’oasi “Le Foppe”, al confine con il comune di Trezzo sull’Adda.

“La normativa impone che queste stazioni siano collocate esclusivamente nelle oasi di protezione o nelle aree demaniali – afferma l’archietto Varisco – Il secondo requisito è rispettato, ma per il primo dobbiamo vedere come la Provincia valuterà la nostra proposta di trasformare il territorio del Parco in un’Oasi di Protezione”.

L’ultima parola a riguardo spetterà alla Regione e per questo dalla sede del Parco sperano che la proposta possa arrivare sui banchi regionali.

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