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Seconda relazione della Commissione sullo “stato di salute” di Schengen

2 Dicembre 2012

Lo spazio Schengen di libera circolazione consente a più di 400 milioni di cittadini dell’Unione europea e a un numero crescente di cittadini di paesi terzi di viaggiare senza controlli alle frontiere interne. Una relazione presenta dalla Commissione europea spiega con chiarezza la situazione dello spazio Schengen per garantire un’interpretazione e un’attuazione coerenti delle norme comuni nei paesi che ne sono membri.

“La libertà di circolazione nello spazio Schengen è una delle maggiori realizzazioni europee. Mantenere una zona senza controlli alle frontiere interne richiede impegno e sforzi costanti da parte di tutti i suoi membri, nonché fiducia reciproca, un quadro europeo adeguato, discussioni trasparenti e cooperazione. Per rafforzare lo spazio Schengen è necessario migliorare la valutazione e il controllo. Chiedo al Consiglio e al Parlamento europeo di far avanzare i negoziati in corso sulle proposte relative a Schengen”, ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni.

Nel periodo dall’aprile al giugno 2012 sono stati rilevati circa 23.000 attraversamenti irregolari delle frontiere: si registra quindi una diminuzione del 44% rispetto ai dati rilevati nello stesso periodo del 2011, nel pieno della Primavera araba. Sono tuttavia aumentati del 29% i casi d’immigrazione irregolare individuati ai confini terrestri tra la Grecia e la Turchia. Il 56% dei casi è stato infatti rilevato in questa sezione di frontiera, che continua a essere il principale punto di immigrazione irregolare nell’UE. Tuttavia, grazio allo spiegamento di circa 1.800 guardie di frontiera nell’agosto 2012 (operazione “Schield” – scudo), i controlli sulla frontiera terrestre greco-turca sono notevolmente migliorati e le autorità greche hanno segnalato una netta diminuzione degli attraversamenti irregolari rilevati nella regione di Evros.

Si è inoltre cercato di migliorare la raccolta di informazioni sui flussi migratori all’interno dello spazio Schengen. La Commissione continuerà a operare per perfezionare la raccolta dei dati e l’analisi dei movimenti migratori irregolari.

Nel semestre oggetto della relazione, dal 1° maggio al 31 ottobre 2012, i controlli alle frontiere interne sono stati ripristinati due volte: in primo luogo dalla Spagna, tra il 28 aprile e il 4 maggio 2012, in occasione della riunione della Banca centrale del 2-4 maggio 2012 a Barcellona (sono stati effettuati controlli alla frontiera con la Francia e negli aeroporti di Barcellona e Girona su 669.385 persone, di cui 68 non sono state ammesse nel paese) e in secondo luogo dalla Polonia, dal 4 giugno al 1° luglio, per il campionato di calcio EURO 2012 (sono state controllate alle frontiere interne della Polonia 28.980 persone, di cui 22 sono state respinte e 15 arrestate).

Per verificare che le norme siano applicate correttamente sono stati svolti controlli a campione in numerosi Stati dello spazio Schengen, per quanto riguarda le frontiere marittime (Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia e Slovenia), la cooperazione di polizia (Ungheria, Repubblica slovacca, Repubblica ceca e Polonia), le frontiere aeree (Estonia, Lettonia e Lituania), la protezione dei dati (Estonia, Lettonia, Lituania, Malta e Slovenia), il sistema SIS/SIRENE (Danimarca, Islanda e Norvegia) e i visti (Lettonia e Lituania). Dalle valutazioni non sono emerse carenze tali da richiedere un intervento immediato da parte della Commissione.

Nel settembre 2011 la Commissione ha presentato alcune proposte per rafforzare l’efficacia e la legittimità del sistema di Schengen. Nella comunicazione “Governance Schengen – Rafforzare lo spazio senza controlli alle frontiere interne”, la Commissione ha annunciato l’intenzione di presentare alle istituzione dell’UE, due volte l’anno, una panoramica sul funzionamento di Schengen.

Sono inoltre in corso i negoziati per le due proposte legislative presentate nel settembre 2011 e la Commissione è fiduciosa che si possa trovare un compromesso soddisfacente tra i legislatori. Tali proposte introducono un meccanismo più forte di valutazione e controllo a livello dell’UE per verificare e assicurare l’applicazione delle norme di Schengen, e un meccanismo decisionale europeo più strutturato che possa permettere, in circostanze del tutto eccezionali, il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico e la sicurezza interna.

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