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Provincia Monza e Brianza, consiglio in cantiere per dire difendere l’autonomia

2 Dicembre 2012

allevi-conferenza-mbIl ministro Filippo Patroni Griffi non è venuto, i parlamentari eletti in Brianza sì. Così come da copione sabato mattina si è tenuto il Consiglio provinciale di protesta contro il DL del governo Monti sul riordino delle Province. L’assemblea si è riunita nell’aula della nuova sede, ancora ridotta a cantiere, sull’area dell’ex caserma IV novembre e, fra fango, calcinacci e un freddo cane, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che dà mandato ai parlamentari di scongiurare il pericolo che la Provincia di Monza e della Brianza venga assorbita nell’area metropolitana milanese.

C’è stato qualche momento di tensione, soprattutto nei confronti dei parlamentari, colpevoli di non essere stati capaci di evitare la cancellazione dell’autonomia brianzola. Ci sono stati anche dei momenti comici, come quando si è scoperto che la disposizione delle sedie dei consiglieri provinciale, sparpagliate qua e la per l’aula, era stata decisa per coprire i «pozzetti» dentro i quali corrono ancora scoperti i cavi elettrici. E, infine, ci sono stati anche momenti di perplessità, come quando il consigliere dell’Idv, Sebastiano La Verde, ha gridato che le Province devono essere abolite perché mettono le mani nelle tasche degli italiani, dimenticandosi però di ricordare che lui ricopre proprio la carica di consigliere provinciale da tre anni e che a ogni seduta è stato regolarmente retribuito con gettone di presenza da 68 euro lordi.

Tuttavia, al di là dell’ordine del giorno, al di là della protesta, ciò che ha colpito è stata la mancanza di unità d’intenti. All’ombra dell’autonomia brianzola c’è parecchia confusione e il DL del governo Monti ha fatto venire a galla diverse posizioni. Esempio: il comitato pro Brianza Provincia ha detto chiaro e tondo che piuttosto che andare con Milano, è meglio finire sotto Como. Nel mondo del centro sinistra, però, non tutti sono convinti di questa soluzione e ritengono che alla fine, il minore dei mali, sia la Madonnina, sempre che i Comuni dell’hinterland riescano a fare lobby contro le forze centripete milanesi. La Lega, infine, vuole solo la Provincia e per risparmiare soldi ha proposto l’accorpamento degli organi decentrati dello Stato (leggi Prefetture).

Insomma, non è facile districarsi fra tutti questi pareri. Uno spunto di ispirazione è possibile trarlo dando un occhio al cantiere della nuova sede della Provincia, accanto a quello della nuova questura. Il primo appalto locale quasi ultimato, il secondo, appalto romano, non è nemmeno a metà, nonostante sia iniziato un anno prima.

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