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Profughi libici: il Governo dice basta ai contributi

2 Dicembre 2012

Bertola-Cherubina-vicesindaco-monza-mbEmergenza Libia, stop ai contributi. È ufficiale: il 31 dicembre scadrà la convenzione che il Governo ha stipulato, attraverso le Prefetture, con associazioni e albergatori, consistente nel finanziamento di 46 euro giornalieri per offrire ospitalità ai rifugiati libici. La questione riguarda da vicino anche la provincia brianzola: 250 in tutto i profughi presenti, di cui 70 nel solo capoluogo monzese.

«I contributi erogati dal Governo sono versati direttamente agli enti preposti per l’accoglienza ai rifugiati, il Comune non ha mai incassato un solo euro. – ha spiegato il vicesindaco Cherubina Bertola – I 46 euro in questione servono per coprire le spese di vitto e alloggio, spese personali e sociali degli ospiti. Attraverso la Prefettura abbiamo ricevuto conferma che il 31 dicembre l’erogazione di questi contributi ad albergatori e associazioni verrà sospesa. Secondo il Governo centrale gli stranieri dovrebbero per allora trovarsi in una situazione di piena autonomia. Noi tutti stiamo lavorando affinchè ciò avvenga».

A Monza i rifugiati si dividono tra la Casa cantoniera, dove ricevono l’assistenza della Croce Rossa, la struttura Mamma Rita, l’albergo “Il Fantello”, e un residence privato a Triante. Tre le strade che l’amministrazione monzese, e non solo, sta cercando di percorrere. La prima è il raggiungimento della piena autonomia degli stranieri ospitati. La seconda consiste nel “titolo di viaggio“: ovvero un documento che autorizzerà gli ospiti a varcare i confini dello Stato e raggiungere i propri familiari che risiedono in altri Paesi della Comunità Europea. La terza soluzione, anch’essa come la precedente vincolata al Governo e alla Prefettura, consistente nel Rimpatrio Assistito Volontario con l’aggiunta di un bonus di 400 euro: parte dei rifugiati presenti a Monza potrebbe dunque optare per il rientro in patria.

Nonostante le aspettative l’amministrazione monzese si dice però  preoccupata: «Siamo molto preoccupati perché dal 1 gennaio dovremo continuare ad occuparci delle persone per cui non è stata risolta positivamente la situazione, senza però poter disporre delle necessarie risorse, che per altro non saremmo assolutamente in grado di reperire. Non vogliamo voltare le spalle a persone fuggite dalla guerra e cercheremo di fare quel che potremo utilizzando le nostre strutture e il volontariato sociale, mettendoci in rete con gli altri comuni della Brianza continuando a coordinarci con la Prefettura. Nel frattempo – conclude Bertola – chiediamo al governo di trovare una soluzione in grado di sostenere gli enti locali nella risoluzione di questo problema».

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