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Monza vede la luce in fondo al tunnel. Il cantiere di viale Lombardia

16 Dicembre 2012

Open Day Cantiere Viale Lombardia Tunnel 5Tempi rispettati e apertura della parte sotterranea, ovvero del tunnel artificiale urbano della SS36, il prossimo 31 marzo. Per quanto concerne la viabilità urbana di superficie, invece, la fine del cantiere è prevista per novembre 2013. Questi i due dei dati più significativi emersi durante l’Open Day di sabato 15 dicembre presso l’ormai noto cantiere di viale Lombardia, che ha permesso ai cittadini, alla stampa e alle istituzioni di scendere in galleria e “toccare con mano” l’avanzamento dei lavori.

Un tunnel di 1805 metri che, una volta ultimato, dovrebbe riqualificare il traffico giornaliero di una delle arterie più battute del nord Italia, con 100 mila veicoli al giorno, di cui il 20% pesanti, e che separerà la viabilità urbana, che correrà in superficie, dalla lunga percorrenza e dal sistema autostradale dell’hinterland milanese, che usufruirà del tunnel.

La galleria. Tre corsie per ciascun senso di marcia, di cui due – centrale e sorpasso – larghe 3,75 metri e una – la lenta – larga 3,50 metri. Banchine laterali di 50 cm in corsia di sorpasso e 90 cm in marcia lenta. Molte le dotazioni impiantistiche della galleria: illuminazione, ventilazione, impianto semaforico per la gestione delle emergenze, antincendio, impianto tv a circuito chiuso, sos, regolatori del flusso luminoso per la riduzione dei consumi energetici, led per guidare gli utenti verso le uscite di emergenza, impianto di filtrazione dell’aria con sistema automatico di pulizia dei filtri, segnaletica verticale luminosa e pannelli a messaggio variabile in corrispondenza degli imbocchi della galleria. Oltre a 13 piazzole in galleria collegate alla superficie da vani-scala, a pannelli fonoassorbenti che rivestiranno i primi 50 metri interni e a pavimentazione drenante.

Open Day Cantiere Viale Lombardia Tunnel 4Costi e tempi. «Proprio la complessità della zona e le nuove normative nazionali ed europee intervenute sul progetto originario dopo la tragedia del Monte Bianco – commenta Marcello Buonamico, ingegnere responsabile del cantiere – sono i motivi che hanno portato a una dilatazione dei tempi e dei costi indicati inizialmente. A ragion veduta, però, e cioè per motivi di sicurezza».

Riassumiamoli, dunque, tempi e costi. Operativo dall’estate del 2008, il cantiere ha accumulato durante le prime fasi di scavi importanti ritardi, a causa di imprevisti trovati nel sottosuolo – come un vecchio condotto telefonico ricoperto di amianto – ritardi stimati in 24 mesi e ridottisi di circa 6 mesi grazie ai turni di 24 ore. I costi, infine, sono triplicati rispetto ai 90 milioni paventati nelle prime bozze di programma, attestandosi agli oltre 340 milioni odierni.

Cosa rimane da fare? Poche decine di metri di tetto, la rimozione in sotterranea della terra e la realizzazione delle finiture e degli impianti di servizio e di sicurezza. Un collaudo finale e, dal 31 marzo, spazio alle auto.

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