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Monza: sì ad Esselunga. Salvo il patto di stabilità

19 Dicembre 2012

Monza-comune-MBFumata bianca ieri sera in aula consiliare. L’Esselunga di via Stucchi si farà. 2.500 metri quadrati di superficie di vendita, due palazzi di 9 piani ciascuno alti 24 metri adibiti ad uffici, 5.500 metri quadrati di area ad uso commerciale e parcheggi, il tutto in cambio di otto milioni e 500 mila euro da impiegare nel sottopasso tra viale Stucchi e viale Libertà e la riqualificazione di via Lecco e che entreranno, entro e non oltre, il 29 dicembre nelle casse dell’amministrazione monzese.

paolo pifferLa votazione del Piano Integrato d’Intervento Esselunga si è conclusa con 19 voti favorevoli e 3 contrari (Movimento 5 Stelle e lista civica Cambia Monza). «Ci sarebbero molte buone ragioni a giustificare il mio voto contrario, ma una più di ogni altra: il progetto non piace ai monzesi, e Monza è dei monzesi» queste le parole del consigliere di Cambia Monza, Paolo Piffer. Ora non resta che incassare il denaro e chiudere definitivamente la questione Patto di stabilità.

Maggioranza soddisfatta e compatta, dunque «Questa è un operazione che sana via Lecco, crea posti auto e limita i danni del traffico» ha detto il consigliere Michele Faglia. A sostenere la bontà delle operazione anche Marco Lamperti (Pd): «Noi difendiamo il suolo: 5 mesi fa abbiamo cassato la variante che prevedeva 3 milioni di metri cubi».

 

Non sono mancati i malumori in aula da parte dell’opposizione.

I consiglieri della Lega Nord e del Pdl hanno abbandonato la seduta senza partecipare alla votazione.

«Siamo schiavi del patto di stabilità. Il progetto non è chiaro, troppi punti di Marco-Marianidomanda: in primis su come saranno impiegati i 5.500 metri quadrati di area ad uso commerciale. – queste le parole espresse dal consigliere del Carroccio Marco Mariani – Facile supporre che in questo spazio ci si espanda passando nel giro di poco tempo da un semplice supermercato ad ipermercato. Sono favorevole all’operazione ma dobbiamo fare l’interesse dell’amministrazione e non quelli del “signor Esselunga”». A fargli da eco il consigliere leghista Massimiliano Romeo sostenendo l’illegittimità dell’atto.

 

Scanagatti-Roberto-mbPronta la risposta del sindaco di Monza Roberto Scanagatti: «Queste sono domande che mi sono posto in prima persona ma sia i documenti che il Pgt parlano chiaro: Monza non avrà un altro centro commerciale. É necessario fugare ogni dubbio, queste sono preoccupazioni che trovano conforto inequivocabile nel Pgt».

Un botta e risposta che ha visto protagonista anche il consigliere del Pdl Martina Sassoli: «No al cemento, no allo sfruttamento del territorio per rimpolpare le casse del comune. A pochi giorni dalla firma del codice di autoregolamentazione mi chiedo ora se votare un patto, con e per la città , e poi disattenderlo dopo soli 7 mesi sia etico». Ferma la posizione del sindaco «Io non mi sento assolutamente incoerente. Quella in questione è un’area a vocazione urbanistica ed edificabile dal 1996. Sono dispiaciuto che i comitati che in questi giorni hanno portato avanti una protesta a suon di volantini oggi non siano presenti in aula. Il patto di stabilità, certo, ha dato un’accelerazione al progetto che resta comunque ponderato e nell’interesse di Monza».

 

Foto: dall’alto, Paolo Piffer, Marco Mariani, Roberto Scanagatti.

 

Fumata bianca ieri sera in aula consiliare. L’Esselunga di via Stucchi si farà. 2.500 metri quadrati di superficie di vendita, due palazzi di 9 piani ciascuno alti 24 metri adibiti ad uffici, 5.500 metri quadrati di area ad uso commerciale e parcheggi, il tutto in cambio di otto milioni e 500 mila euro da impiegare nel sottopasso tra viale Stucchi e viale Libertà e la riqualificazione di via Lecco, che entreranno, entro e non oltre, il 29 dicembre nelle casse dell’amministrazione monzese.

 

La votazione del Piano Integrato d’Intervento Esselunga si è conclusa con 19 voti favorevoli e 3 contrari (Movimento 5 Stelle e lista civica Cambia Monza). «Ci sarebbero molte buone ragioni a giustificare il mio voto contrario, ma una più di ogni altra: il progetto non piace ai monzesi, e Monza è dei monzesi» queste le parole del consigliere di Cambia Monza, Paolo Piffer:

Ora non resta che incassare il denaro e chiudere definitivamente la questione Patto di stabilità.

 

Maggioranza compatta dunque, anche se non sono mancati i malumori in aula da parte dell’opposizione. I consiglieri della Lega Nord e del Pdl hanno abbandonato la seduta senza partecipare alla votazione.

«Siamo schiavi del patto di stabilità. Il progetto non è chiaro, troppi punti di domanda: in primis su come saranno impiegati i 5.500 metri quadrati di area ad uso commerciale. – queste le parole espresse dal consigliere del Carroccio Marco Mariani – Facile supporre che in questo spazio ci si espanda passando nel giro di poco tempo da un semplice supermercato ad ipermercato. Sono favorevole all’operazione ma dobbiamo fare l’interesse dell’amministrazione e non quelli del “signor Esselunga”». A fargli da eco il consigliere leghista Massimiliano Romeo sostenendo l’illegittimità dell’atto.

Pronta la risposta del sindaco di Monza Roberto Scanagatti: «Queste sono domande che mi sono posto in prima persona ma sia i documenti che il Pgt parlano chiaro: Monza non avrà un altro centro commerciale. É necessario fugare ogni dubbio, queste sono preoccupazioni che trovano confronto inequivocabile nel Pgt».

Un botta e risposta che ha visto protagonista anche il consigliere del Pdl Martina Sassoli:«No al cemento, no allo sfruttamento del territorio per rimpolpare le casse del comune. A pochi giorni dalla firma del codice di autoregolamentazione mi chiedo ora se votare un patto, con e per la città , e poi disattenderlo dopo soli 7 mesi sia etico». Ferma la posizione del sindaco «Io non mi sento assolutamente incoerente. Quella in questione è un’area a vocazione urbanistica ed edificabile dal 1996. Sono dispiaciuto che i comitati che in questi giorni hanno portato avanti una protesta a suon di volantini oggi non siano presenti in aula. Il patto di stabilità, certo, ha dato un’accelerazione al progetto che resta comunque ponderato e nell’interesse di Monza».

 

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