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Provincia di Monza, Allevi non si arrende all’area metropolitana

1 Novembre 2012

allevi“Non ci arrenderemo”. Ha questo parole Dario Allevi per commentare la decisione del governo Monti di accorpare Monza e la Brianza all’area metropolitana di Milano. Dopo poco più di tre anni di vita, la Provincia Brianzola sparisce con un tratto di penna che, di fatto, la trasforma in una specie di periferia di Milano. Allevi, poco prima di entrare in una riunione straordinaria di giunta, ha spiegato che la partita è tutt’altro che finita.

Manca il voto di Camera e Senato e in attesa di vedere se il Parlamento effettivamente convertirà in legge il decreto di accorpamento, ha tracciato un piano d’azione. Punto di partenza: la Corte Costituzionale che martedì prossimo dovrebbe esprimersi sulla legittimità del decreto Monti. Poi, convocazione del Tavolo Brianza per fare il punto, riunione con l’Unione delle Province Lombarde, incarico all’ufficio Legale di palazzo Grossi per studiare il decreto e, infine, viaggio a Roma per “guardare diritto negli occhi i parlamentari che voteranno la conversione in legge del decreto”. Quei parlamentari eletti sul territorio contro i quali il presidente ha puntato il dito. “E evidente – ha dichiarato – che la nostra classe dirigente non conta niente. Parlo dei consiglieri regionali e dei parlamentari eletti sul territorio che non sono stati capaci di contrastare l’azione dei colleghi di Como che invece è rimasta capoluogo”. Da ieri, però, in Brianza regna l’incertezza. Stando così le cose, tutti gli enti collegati all’istituzione della Provincia verrebbero cancellati. Primo fra tutti, la Prefettura già costituita. Poi, anche Questura e i comandi provinciali di carabinieri, finanza e vigili del fuoco, ancora da costituire formalmente, ma con le sedi già pronte o in fase di costruzione: gli appalti per la nuova sede dei pompieri e della polizia sono costati 20 milioni di euro, più altri 23 per il progetto della nuova sede della Provincia. Ai quali va poi aggiunto il destino di circa 500 lavoratori che dovranno essere ricollocati. “La Brianza sta attraversando una fase difficile – ha dichiarato Giovanna Vilasi, il prefetto -. In questa fase non è possibile fare ancora previsioni. Per capire cosa succederà bisogna attendere nuove disposizioni. Posso solo dire che il ministero degli Interni ha assicurato che i servizi verranno garantiti”. Incertezza che sta colpendo anche gli ordini professionali costituiti in corrispondenza della nascita della Provincia: medici, architetti, geometri e consulenti del lavoro solo per fare qualche esempio. L’unica certezza è la Camera di commercio. Lunedì durante l’assemblea di Union Camere a Venezia è stato deciso che la sede monzese non verrà toccata: con oltre 60 mila imprese è al di sopra dei parametri richiesti.

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