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Politica comune dei visti per crescita economica nell'EU

18 Novembre 2012

In una comunicazione strategica la Commissione ha esaminato come l’attuazione e lo sviluppo di una politica comune in tema di visti potrebbe agevolare la crescita nell’UE. Il turismo infatti, con un totale di 18,8 milioni di posti di lavoro nel 2011, risulta una delle principali fonti di occupazione, crescita economica e sviluppo dell’Unione. Nello stesso anno gli importi spesi dagli stranieri in visita nell’UE sono stati pari a 330,44 miliardi di EUR e, secondo stime recenti, tali cifre sono destinate ad aumentare raggiungendo i 20,4 milioni di posti di lavoro e 427,31 miliardi di EUR nel 2022.

Le attuali norme in fatto di visti, se utilizzate appieno, potrebbero dare un notevole impulso all’attività economica dell’UE, confermandola come destinazione ambita da un sempre maggior numero di turisti provenienti da paesi terzi, con ripercussioni di rilievo sull’economia (dovute a spese per soggiorno, cibo e bevande, trasporto, intrattenimento, shopping ecc) e con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro.

Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni, ha dichiarato: «Nell’attuale stato di flessione economica dovremmo sforzarci di aumentare i flussi turistici verso l’Europa pur continuando a garantire la sicurezza dei nostri confini. Agevolare le occasioni di viaggio per i viaggiatori in regola, che non costituiscono un rischio per la sicurezza, permettendo loro di visitare l’Europa, non può che rafforzare la nostra posizione di prima destinazione turistica al mondo, un successo altamente desiderabile per la nostra economia».

Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani ha dichiarato: «Ho sempre considerato con grande attenzione turismo e agevolazione degli spostamenti. Provo grande soddisfazione a vedere che l’eccellente collaborazione tra i servizi diretti dalla commissaria Malmström e quelli alle mie dipendenze sta dando frutti. Considero questa comunicazione una pietra miliare in quanto la Commissione riconosce ufficialmente l’importanza di tenere conto di considerazioni economiche nel prendere decisioni relative alla politica dei visti».

Le statistiche indicano che il numero di richieste di visto respinte resta limitato e che invece quello di visti rilasciati è aumentato negli ultimi anni. Il numero di visti rilasciati per l’area Schengen in India, ad esempio, è passato da 340 000 nel 2007 a circa 460 000 nel 2011. Anche in Cina il numero di visti rilasciati ha visto un aumento significativo, passando da 560 000 visti nel 2008 a 1 026 000 nel 2011. In Russia invece, nel 2011 sono stati rilasciati circa 5 152 000 visti, rispetto ai 3 500 000 del 2007.

Si può fare ancora molto per aumentare i flussi turistici provenienti da paesi con un elevato potenziale di richiesta turistica e un potere d’acquisto in crescita, ma molti ostacoli potranno già essere superati se i consolati degli Stati membri applicheranno correttamente l’attuale Codice dei visti. In particolare, i consolati dovrebbero attenersi al termine di 15 giorni per concedere un appuntamento, decidere in merito alla richiesta di visto, provvedere alla disponibilità di moduli di richiesta nella lingua del paese ospitante e considerare la possibilità di rilasciare visti per ingressi multipli.

Inoltre, a lungo termine, le attuali norme relative ai visti potrebbero subire delle modifiche in modo da semplificare, accelerare e abbreviare le procedure di richiesta e rilascio dei documenti necessari, chiarire le norme per il rilascio di visti per ingressi multipli, migliorare l’organizzazione e la collaborazione dei consolati e armonizzare maggiormente le pratiche relative ai visti nei paesi Schengen.

In questa direzione, la Commissione presenterà prossimamente proposte legislative relative alle “Frontiere intelligenti” destinate ad assicurare una maggiore scorrevolezza dei flussi di viaggiatori ai confini esterni dell’UE.

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