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“La sabbia nelle tasche”: Brianza protagonista del film di Filippo Grilli

28 Ottobre 2012

la sabbia nelle tasche film regista monzese filippo grilli“La sabbia nelle tasche”: questo il titolo dell’ultima fatica cinematografica che porta la firma del regista Filippo Grilli. Classe 1975, nato a Monza ma lissonese d’adozione, nel suo action movie la Brianza è grande protagonista. A svelare tutti i retroscena del film ai lettori di MB News è lo stesso Filippo.

Come è nata l’idea del film?
L’idea del film è nata quasi subito dopo aver terminato le riprese del precedente “Voglio essere profumo”. Eravamo ancora in fase di lancio del film che già si studiava la prossima produzione, partendo sempre dall’idea di raccontare storie vere che affrontassero problematiche attuali. Dopo aver toccato l’aspetto religioso e vocazionale e i rapporti dell’uomo con essi, abbiamo trovato nell’emigrazione clandestina un argomento importante e degno d’essere utilizzato. Oltretutto avevamo già lo spunto di una vicenda realmente vissuta personalmente e l’abbiamo usata come base del nostro racconto.

Cosa ha ispirato la scelta del titolo?
Il titolo del film ha paradossalmente avuto un parto più travagliato. Durante un viaggio a Livorno per la presentazione di Voglio essere profumo, gran parte del tempo ha visto me e i miei collaboratori snocciolare centinaia di possibili titoli senza però che nessuno ci soddisfacesse. Poi un giorno il produttore, mio padre, mi ha presentato una lista di possibili titoli su un foglietto e fra questi c’era appunto “La sabbia nelle tasche” e, alla luce della storia che avevo in mente, è stato scelto quello, rappresentativo del fatto che gli extracomunitari, venendo in Italia, non possono portare con sé nulla, se non appunto i ricordi della loro famiglia, della loro vita e della loro terra.

Quando sono iniziate le riprese e quanto sono durate? Dove sono state girate le scene del film?
Le riprese sono iniziate ad ottobre 2011 e sono proseguite fino all’agosto di quest’anno. Occorre però tener conto che non essendo noi professionisti, ma impegnati con lavoro e studio nei campi più disparati, il tempo a disposizione si riduceva ai soli weekend e alle sere infrasettimanali, anche se comunque sono state organizzate due trasferte di diversi giorni, una nelle Marche nel periodo pasquale ed una in Francia e Spagna alla fine di luglio.

Quante persone fanno parte del cast?
Complessivamente al progetto hanno lavorato un centinaio di persone, una trentina come tecnici, la cosiddetta crew, e il resto fra attori e comparse. Sono stati organizzati alcuni corsi tecnici che hanno permesso a diversi giovani d’imparare l’uso delle attrezzature che hanno poi dato loro la possibilità di operare direttamente sul set e mettere in pratica quanto avevano appreso. Ad esclusione di 4 persone che sono professioniste nel settore, e hanno svolto il ruolo di consulenti, tutto il resto era costituito da giovani che in alcuni casi avevo già avuto come collaboratori nei precedenti film, giovani che ho visto maturare giorno dopo giorno, sia dal punto di vista pratico ma soprattutto umano, cosa che mi ha fatto particolarmente piacere visto che uno degli scopi dell’associazione GPG è proprio quella dell’aggregazione giovanile. Non so se sia stato merito del gruppo ma alcuni di loro si sono appassionati a tal punto che hanno scelto uno sbocco professionale proprio nel settore video e cinematografico.

Qualche accenno sulla trama del film?
Al commissariato di Genova è trattenuto un giovane marocchino, accusato di furto in un centro commerciale della città, il suo nome è Abdel Rahim e qui inizia la sua storia. Ma chi è nella realtà Abdel Rahim? Uno dei tanti clandestini sbarcati in Italia, un piccolo delinquente come indicano i testimoni del furto o dietro il suo crimine si nasconde qualcos’altro? La Sabbia nelle Tasche racconta una vicenda di miseria e dolore, narra, il lungo cammino attraverso un’Europa che se a tratti lo respinge, talvolta anche lo aiuta. Il film ne ripercorre le tracce, dalle spiagge del Marocco all’Italia e osserva attraverso i suoi occhi il progressivo svanire delle speranze, la difficile lotta per la sopravvivenza fino alle lusinghe del denaro facile, una seduzione che lo condurrà all’arresto.

Brianza grande protagonista
Abbiamo tentato la strada dell’action movie, dando un’impronta in termini di scene più movimentata. Si esce infatti dai nostri abituali confini, per abbracciare una più ampia visione geografica: il Marocco, la Spagna, la Francia, l’Italia e infine la Brianza, il luogo dove il suo cammino ha fine.
In Brianza abbiamo girato diverse scene, sia in città come Lissone e Monza, e qui ho l’obbligo di citare la magnifica chiesa di San Pietro Martire e la splendida accoglienza del suo parroco, Don Guido che ci ha concesso il chiostro e l’interno della chiesa come location per una delle scene più importanti, sia in campagna come nella zona di Sulbiate o Macherio, insomma come sempre la Brianza è stata importante punto di riferimento per le nostre riprese anche se talvolta abbiamo dovuto camuffarla e farla passare come territorio straniero.

Foto gentilmente concessa da associazione GPG

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