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Desio, via libera al Piano per il Forno: caos e polemiche

30 Ottobre 2012

desio-forno inceneritoreIl Piano industriale di Brianza Energia Ambiente è stato approvato dall’assemblea dei soci. Un piano determinante, per il futuro del sistema dei rifiuti in Brianza. Cosa prevede? Un restyling del forno inceneritore di Desio, con tanto di nuova turbina e impianto di compostaggio, per un conto di 32 milioni (90 erano quelli previsti per il raddoppio, poi bloccato). La privatizzazione del 40% dell’azienda. E nuovi ricavi, ma con un netto aumento dei rifiuti da incenerire che passeranno da 58 mila a oltre 80 mila. Con i Comuni soci vincolati per 20 anni.

Un piano che ha suscitato un mare di polemiche. Con il presidio di protesta davanti all’impianto, promosso del Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza, le lamentele dei grillini e del Comitato per l’Alternativa e le perplessità, forti, di tanti comitati civici e semplici cittadini.

Ma è soprattutto a livello politico, che ha creato scompiglio, visto che il sindaco di Desio Roberto Corti è stato l’unico a votare per il no (“piano troppo rischioso e con troppe incognite”, la motivazione), a differenza ad esempio del suo collega di Cesano, e di partito PD, Gigi Ponti, che invece l’ha definito “strategico e vitale per il futuro di Bea”. E adesso Desio sta valutando la decisione, che sarebbe pesante, di uscire dalla società. Si sono astenuti invece la Provincia, Muggiò e Lentate. La maggioranza, quindi, ha dato il via libera.

“Questa è una sconfitta per tutta la Brianza, quella Brianza che vent’anni fa per prima ha saputo scommettere su una gestione virtuosa dei rifiuti (il primo comune d’Italia ad introdurre il porta a porta è brianzolo) – sostiene Gianmarco Corbetta del Comitato per l’Alternativa -. Quella Brianza che ha insegnato la strada del riciclo alle altre zone d’Italia. Quella stessa Brianza che però già oggi è rimasta indietro rispetto ad altri, che si è fatta superare in intelligenza e lungimiranza nella raccolta dei rifiuti, oggi definitivamente rinuncia al progresso, rinuncia al futuro”.
“Desio e la Brianza pagano pegno alla presenza di un forno inceneritore minacciato a morte dal potenzialmento della raccolta differenziata e dalla diminuzione dei rifiuti in corso da tempo – prosegue -. E così  per 20 anni si congela il progresso. Si nega l’evidenza, e cioè che i sistemi di gestione dei rifiuti sono in costante evoluzione, in costante miglioramento e vincolarsi per altri 20 anni a bruciare è una scelta retrograda, frutto della totale inadeguatezza culturale, ancor prima che politica, dei nostri politici locali”.

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