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Occupazione come priorità dell’Unione europea per garantire la crescita

19 Settembre 2012

Si è conclusa con il discorso del Commissario europeo responsabile dell’occupazione, degli affari sociali e dell’inclusione, László Andor, la conferenza tenutasi il 6 e 7 Settembre a Bruxelles intitolata “Jobs for Europe”.

Intervenendo presso uno degli eventi chiave dell’agenda politica europea per elaborare una strategia di uscita dalla crisi che abbia come suo punto focale il lavoro, Andor ha evidenziato innanzitutto l’urgente necessità da parte di governi, istituzioni europee e parti sociali a cooperare per risolvere la crisi europea dell’occupazione. Questa, secondo il suo pensiero, è innanzitutto un dovere dell’Unione europea, la quale non può permettersi di attendere la creazione di posti di lavoro come conseguenza successiva alle politiche di crescita e di stimolo della domanda.

L’occupazione deve essere una priorità in sé e per sé nella quale bisogna investire adeguatamente, poiché essa stessa va considerata come elemento di crescita.

Andor sottolinea la necessità di dedicare una maggiore quota del bilancio dell’Unione alle politiche sociali e dell’occupazione, assicurando un budget minimo al Fondo Sociale Europeo (FSE), uno dei più importanti strumenti UE per finanziare la creazione di posti di lavoro. Se da un lato si incentiverà il lato della domanda di forza lavoro, dall’altro è necessario anche incoraggiare quello dell’offerta: giovani, donne, lavoratori più anziani dovranno avere la possibilità di sviluppare le capacità adeguate per inserirsi nel mercato del lavoro. Mercato che deve avere sempre maggior carattere europeo, in modo da permettere ai cittadini di spostarsi e cercare opportunità anche in altri paesi, ma che nello stesso tempo non dovrebbe forzare i lavoratori a trasferirsi per trovare un impiego.

Punto di partenza della conferenza è stato il Pacchetto Occupazione presentato nell’aprile 2012, una serie di misure concrete per incoraggiare il lato della domanda di forza lavoro, per ridurre le tasse sulle assunzioni e per stimolare la crescita dei settori più promettenti per l’aumento di posti di lavoro, quali sono green economy, servizi sanitari, tecnologie della comunicazione e dell’informazione.

Quattro sono le misure principali contenute in tale Pacchetto. Si raccomanda innanzitutto il rafforzamento delle politiche dell’occupazione nazionali, per creare le condizioni necessarie alla creazione di posti di lavoro, riducendo oneri fiscali e dando un maggiore sostegno agli avvii di nuove imprese. Inoltre, si auspica una riforma del mercato del lavoro interno ai paesi membri, attraverso la garanzia di appropriati salari, disposizioni contrattuali e investimenti nella formazione. Il terzo punto riguarda poi l’aumento della mobilità dei lavoratori, in modo da creare una più facile corrispondenza tra le risorse ricercate e quelle disponibili sul mercato. L’ultimo punto interessa infine il rafforzamento della coordinazione e del monitoraggio delle politiche nazionali a livello europeo, per il quale nel 2013 verrà creato anche un sistema europeo di valutazione dei piani di incentivazione del lavoro attuati a livello nazionale.

Promuovendo questa iniziativa, la Commissione vuole porre l’accento sulla necessità che il lavoro divenga il centro delle strategie di rilancio e crescita sia a livello UE che a livello di Stati membri.

La conferenza ha tracciato percorsi possibili per come mantenere e creare occupazione, affrontare le disuguaglianze del mercato del lavoro e aumentare la produttività. Essa ha permesso di esplorare nuove dimensioni della politica occupazionale, soprattutto riguardo al funzionamento del mercato europeo del lavoro, delle variazioni dei salari, delle diseguaglianze e della flessibilità richiesta.

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