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Obiettivo CE: promuovere l’innovazione wireless tramite la condivisione dello spettro radio

11 Settembre 2012

Con l’intento di trovare una soluzione all’aumento del traffico sulla rete mobile e senza fili, la Commissione europea ha delineato un progetto che consentirà alle tecnologie wireless, fra cui la banda larga, di condividere l’uso dello spettro radio.

Recentemente si è registrato un incremento esponenziale dell’utilizzo della rete mobile, spinta, tra gli altri fattori, dall’informatica mobile, dai punti di accesso Wifi, dalle reti elettriche intelligenti e dall’automazione industriale. Le prospettive sono di crescita anche per il futuro: fonti del settore prevedono che, da ora al 2015, il traffico mobile di dati a livello mondiale crescerà del 26% annuo. Entro tale data saranno, infatti, collegabili a Internet più di 7 miliardi di telefoni cellulari, tablet e altri dispositivi mobili.

Questo incremento ha spinto la Commisione ad avanzare questa nuova proposta. Essa intende avvalersi delle nuove tecnologie, grazie alle quali è possibile ripartire lo spettro radio fra diversi utenti, quali i fornitori di servizi Internet, oppure utilizzare lo spettro disponibile tra le frequenze TV per altri scopi. A questo proposito, lo spettro radio è una risorsa estremamente preziosa, sempre più scarsa in quanto utilizzata frequentemente per un’ampia gamma di applicazioni in diversi settori. La crescente domanda di collegamenti senza fili sta dunque raggiungendo i limiti dello spettro radio disponibile. In altri termini, non esistono altre frequenze libere nello spettro e il costo della riattribuzione dello spettro radio per nuovi usi risulta essere elevato. Ciò significa che l’Europa dovrà utilizzare tale risorsa in modo più efficiente rispetto al passato.

Il Vicepresidente della Commissione responsabile per l’Agenda digitale europea, Neelie Kroes ha dichiarato: “Lo spettro radio costituisce l’ossigeno dell’economia, è utilizzato da ogni singolo individuo e da ogni impresa. Se esauriamo lo spettro radio non funzioneranno le reti mobili né la banda larga. Ma questa prospettiva è inaccettabile: dobbiamo ottimizzare questa risorsa limitata riutilizzandola e creando un mercato unico per tali frequenze. Abbiamo bisogno di un mercato unico dello spettro radio, in modo da recuperare la leadership industriale mondiale nel settore delle comunicazioni mobili e dei dati e al fine di attrarre maggiori investimenti in ricerca e sviluppo”.

E’ opportuno sottolineare che spesso la normativa nazionale in materia di frequenze radio non tiene conto delle nuove possibilità tecniche e, di fronte all’aumento della domanda, espone gli utenti della telefonia mobile e della banda larga al rischio di servizi di scarsa qualità, ostacolando così la formazione di un mercato unico per gli investimenti in tali settori delle comunicazioni.

La Commissione invita dunque le autorità di regolamentazione a sostenere l’innovazione senza fili controllando ed eventualmente ampliando le bande armonizzate del mercato interno per le quali non è richiesta alcuna licenza (le cosiddette bande non soggette a licenza). Viene promosso inoltre un approccio normativo coerente in tutta l’Unione volto a condividere i diritti di sfruttamento, che offra stimoli nonché certezza giuridica a tutti gli utenti (attuali e nuovi) per condividere le preziose risorse dello spettro radio.

Per ottimizzare i vantaggi di tali modalità di condivisione dello spettro radio, occorre eliminare gli ostacoli normativi e offrire incentivi a livello dell’UE. In particolare, nuove strategie normative devono garantire ai diversi utenti, compresi gli attuali titolari, la garanzia di utilizzare una determinata banda di frequenze su base condivisa con alti livelli di protezione contro le interferenze. La Commissione sollecita il sostegno del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di istituire un contesto normativo più avanzato.

Sono molti i vantaggi che questa strategia europea, incentrata sulla condivisione dello spettro, renderà possibili: un’espansione della capacità della rete mobile, una riduzione dei costi della banda larga senza fili e la creazione di nuovi mercati, quali quello dei diritti secondari negoziabili per una determinata assegnazione di frequenze.

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