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Commissione Carceri: ben utilizzate le misure alternative Maggiore attenzione ai bambini che entrano negli Istituti penitenziari

21 Settembre 2012

Stefano-Carugo-inconfindustria-mb-Sovraffollamento (oltre la metà rispetto al limite di tollerabilità) e carenza di agenti di polizia penitenziaria (circa il 25% in meno). Sono i principali problemi che affliggono il mondo carcerario secondo il Presidente del Tribunale di Sorveglianza Pasquale Nobile de Santis, ascoltato questa mattina dalla Commissione Speciale sul sistema carcerario, presieduta da Stefano Carugo (PDL) (in foto a destra).

“Rispetto a Roma e Napoli – ha affermato de Santis –  abbiamo pochi magistrati a fronte di un numero maggiore di detenuti definitivi. Tanto per fare un esempio: a Milano ci sono 15 magistrati per oltre 4000 detenuti definitivi mentre a Napoli 19 su 3312 e Roma 17 per circa 2000 carcerati”.
De Santis ha spiegato che sono ben utilizzate le misure alternative, in primis l’affidamento ai servizi sociali (il 40,3% a Milano rispetto al 23% e al 15% di Roma e Napoli) e ha assicurato che il tempo medio di fissazione dell’udienza, attorno ai tre mesi, è un termine fisiologico e ragionevole. De Santis ha sottolineato che le misure alternative procurano benefici anche rispetto alla percentuale di recidiva: il carcere è attorno al 68,5% e l’affidamento, decisamente più basso, il 18. Flessione invece si registra sull’affidamento terapeutico, a causa dell’inadeguatezza delle strutture presenti sul territorio.
Ad essere ascoltati anche la Cgil Lombardia e la Presidente dell’Associazione bambini senza gabbia Lia Sacerdote, entrambi facenti parte dell’Osservatorio Carceri. Per Corrado Mandrioli (Cgil) l’impegno della Regione dovrebbe vertere in particolare sull’attivazione dei servizi territoriali, sull’housing sociale e su azioni di accompagnamento all’uscita dal carcere, passando attraverso le aree lavoro, salute e famiglia. “Sarebbe importante – ha detto Mandrioli – promuovere occasioni di informazione e sensibilizzazione, attraverso incontri e convegni sul territorio per avvicinare le comunità locali ai temi della penalità e del carcere”. “Ci sono tematiche importantissime come quella del lavoro e la casa ma non dimentichiamoci delle famiglie” ha continuato la Presidente dell’Associazione bambini senza sbarre Lia Sacerdote. “Solo nel carcere di Bollate in tutto il 2011 sono entrati in 11.000 per visite al genitore detenuto.Tenendo conto che i numeri sono pressoché simili nelle altre carceri milanesi, possiamo dire che siano circa 30.000 i bambini che entrano in un anno, almeno una volta, a San Vittore, Opera e Bollate. A questi – ha continuato Sacerdote – vanno aggiunti i minori (fino a tre anni) che vivono all’Icam (Istituto a custodia attenuata per detenute madri) con la propria mamma”. “Il tema della famiglia – ha detto il Presidente Carugo – è a me molto caro. I fondi sono insufficienti. Dobbiamo fare il possibile per reperire, tra le risorse a disposizione, soldi che vadano verso iniziative concrete. Non solo credo che i bambini non debbano crescere in carcere, ma anche che gli ingressi finalizzati a visitare il proprio genitore debbano essere resi più umani e meno traumatici”. “C’e’ bisogno di recuperare consapevolezza culturale a livello dell’opinione pubblica- ha concluso Fabio Pizzul (PD) – e come Istituzioni abbiamo un ruolo fondamentale anche per promuovere convegni ed eventi che spostino l’attenzione su temi spesso poco affrontati perché delicati e scomodi”. (buzz)

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