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Cambiago: agguato a Giovanni Biffi. Sta meglio, si indaga sui rapporti della Omb con i fornitori

20 Settembre 2012

“Stavo guidando, ho girato la testa e mi sono trovato una pistola al finestrino, così mi sono sdraiato e ho sentito sparare, poi il proiettile nella gamba”. Un racconto sconcertante, quello di Giovanni Biffi, 75enne imprenditore in pensione, vittima di un agguato lo scorso martedì mattina, in viale delle Industrie a Cambiago. Le indagini dei carabinieri del Gruppo Monza, scattate immediatamente dopo l’aggressione, hanno preso la direzione della ritorsione per debiti.

La Omb, stamperia storica di Basiano e liquidata dopo 50 anni da Biffi che l’ha ceduta ad altri imprenditori, ha chiuso con circa 9 milioni di euro di buco.

Era in auto, da casa alla sua azienda che, anche se non era più sua, non riusciva a lasciare perché troppo legato. Poco dopo le otto del mattino di martedì, Giovanni Biffi ha però visto uno scooter che gli si affiancava bruscamente, ha frenato temendo un incidente e poi è stato travolto dagli spari. “E’ stato terribile – prosegue – quando mia moglie è venuta in ospedale si è sentita male, è terrorizzata”. Piera e Ketty Biffi, rispettivamente moglie e figlia dell’imprenditore, erano al suo fianco anche ieri, quando Giovanni è stato ascoltato dal Colonnello Michele Piras, Comandante del Nucleo Investigativo dei Carabinieri Gruppo Monza, e dal Capitando Marco D’Aleo, Comandante della Compagnia di Vimercate “Io non lo so chi è stato – conclude – davvero non ne ho idea”.

La dinamica dell’aggressione, che in un primo momento aveva fatto pensare a racket ed usura, ricalca quelle di altri agguati messi a segno da professionisti. Eppure, secondo le indagini coordinate dalla Procura di Milano e dal Colonnello Enzio Giuseppe Spina, Comandante Gruppo Monza, la malavita organizzata non sembra c’entrare proprio nulla.

Per cercare di individuare un possibile mandante dell’aggressione a Biffi, si scava nei suoi rapporti di lavoro, prima del collasso economico della sua azienda. Dal 2000 inoltre, la Omb non era più nelle mani del 75enne, bensì di suo genero. Nelle scorse settimane, alcuni fornitori si erano nuovamente fatti avanti per avere il saldo delle loro parcelle ma, secondo quanto riportato da Biffi e famiglia, senza minacciare nessuno. I fornitori storici della Omb, unitamente ad alcune cooperative di manodopera con cui ha collaborato l’azienda, saranno sentiti a breve dagli inquirenti.

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