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Monza: «Impossibile pedalare». Ecco le lamentele e le (poche) speranze

1 Luglio 2012

ciclista-in-via-cavallotti-monza-mbCose da ciclisti monzesi. C’è chi pedala in contromano sui marciapiedi, chi si sente male al solo pensiero di attraversare viale Lombardia, c’è chi è amareggiato ma non smette di sperare che la situazioni cambi. Nel mentre, si appuntano idee e consigli. All’unanimità, si sognano condizioni differenti.
Per completare il nostro viaggio nei quartieri di Triante, San Fruttuoso, San Giuseppe e San Carlo sullo stato dell’arte delle vie riservate agli amanti delle due ruote, ne abbiamo intervistato alcuni. E ne sono venute fuori delle belle.

«Per arrivare in centro, piuttosto che percorrere via Cavallotti, faccio tutto il giro della pista ciclabile lungo Canale Villoresi e poi prendo quella di viale Cesare Battisti: preferisco di gran lunga fare così, anche se perdo tempo», confessa Michele Liguori, ciclista incontrato proprio lungo quella che costeggia il Canale, da lui molto sfruttata e apprezzata «nonostante sia poco curata, quasi abbandonata a se stessa», sottolinea.

Emma C., che nel tempo libero si muove sempre in bicicletta, per andare al lavoro si sente costretta ad usare l’automobile: «È pericolosissimo arrivare a San Fruttuoso, dove lavoro, in bici – dichiara- via Cavallotti è troppo trafficata e ad attraversare viale Lombardia non ci penso proprio». Quello che manca, secondo Emma, è proprio «l’educazione delle persone. All’estero la questione è molto più sentita: qui in Italia noi ciclisti siamo considerati un fastidio».

ciclista-attraversamento-viale-lombardia-monza-mbOrgoglioso membro dell’associazione MonzainBici, vulcano di idee, progetti e proposte è Flavia Rosa. «Le piste ciclabili a Monza sono limitate, mal tenute e spezzettate. Sono promiscue, il che rende pericolosi quei pochi tratti esistenti: dovrebbero essere almeno un po’ più larghe, e in certi punti coperte e sopraelevate. Il traffico dovrebbe essere moderato, ci vorrebbero più controlli, più telecamere, e le zone con il limite a 30 chilometri orari dovrebbero aumentare» spiega, ed evidenzia come in altri comuni, come Paderno Dugnano o Cinisello, per quanto più piccoli, abbiano realizzato buoni miglioramenti.

Alle considerazioni dei ciclisti monzesi si aggiunge l’appello di Giuseppe Piazza, presidente di MonzainBici, in seguito alla morte dell’anziano ciclista avvenuta settimana scorsa in viale Romagna, a Monza. Tra gli interventi richiesti alla nuova Amministrazione comunale si leggono quelli che prevedono l’unione delle piste ciclabili esistenti, la creazione di nuove strutture, in grado di collegare i punti nevralgici della città, e la manutenzione di quelle già esistenti. «Qualunque iniziativa non potrà garantire l’azzeramento di questi incidenti, – comunica Piazza in una nota stampa – ma la probabilità che qualcuno muoia solo per aver scelto il mezzo di locomozione più intelligente che ci sia, sarà notevolmente ridotta». Chi ha orecchie per intendere, dovrebbe farlo.

In foto, in alto, un ciclista in via Cavallotti. Sotto, il pericoloso attraversamento di viale Lombardia.

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