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I messaggi chiave dell’Unione in vista del prossimo Consiglio Europeo

26 Giugno 2012

Il prossimo Consiglio europeo, previsto per il 28 e 29 giungo 2012, sarà un’occasione importante per far convergere gli sforzi verso l’adozione di una risposta completa ed efficace alla crisi dell’eurozona. E’ fondamentale che tale risposta includa misure mirate alla ripresa economica nel breve termine ma allo stesso tempo anche riforme per costruire un’ Unione più solida sono altrettanto necessarie.

La crescita è certamente obiettivo principale e prioritario di questo vertice. Uno sviluppo sostenibile potrà, però, essere raggiunto solo se si creano le condizioni necessarie: solidi bilanci statali, riforme strutturali radicali e investimenti mirati allo sviluppo.

Tra gli altri interventi, le riforme strutturali saranno alla base delle raccomandazioni specifiche per ogni Paese proposte dalla Commissione.

I finanziamenti dell’Unione europea rappresentano degli ottimi incentivi al fine di stimolare gli investimenti e successivamente la crescita. Queste risorse devono dunque, essere inserite in un costruttivo piano economico strategico. E’ essenziale sfatare il mito che tali contributi economici vengano resi disponibili sono se destinati al miglioramento di strutture e istituzioni dell’Unione europea a Bruxelles, Al contrario infatti, questi preziosi fondi sono da impiegare per la ripresa delle nostre regioni, città e area rurali.

Al centro del prossimo vertice europeo la necessità di rafforzare l’ unione economica e monetaria sarà oggetto di ampi dibattiti.

E’ necessario sottolineare che l’ esito che scaturirà da tale dibattito sarà l’inizio di questo processo, non la sua fase finale. Un passo di vitale importanza per riconfermare i nostri sforzi al fine di assicurare stabilità e crescita nel lungo termine.

Le conclusioni che seguiranno andranno ad inserirsi in una prospettiva di azione sul lungo termine che non deve, però, essere considerata come sostitutiva a misure innovative necessarie alla crescita. A questo proposito, gli Stati membri avranno il dovere di portare avanti al più presto riforme indispensabili per lo sviluppo e la competitività europee. Si dimostra dunque necessaria ed essenziale una completa attuazione delle Raccomandazioni ai Singoli Paesi da parte dei capi di stato e di governo in questo Consiglio europeo.

L’Unione Europea afferma che le componenti chiave di sviluppo devono includere anche un rafforzamento dell’unione bancaria e fiscale. I passi necessari a raggiungere tale obiettivo variano: alcuni richiederanno un maggiore grado d’integrazione politica e misure per assicurarne la legittimazione democratica. A questo proposito, si dovrà garantire l’utilizzo del metodo comunitario, come principio guida per creare una coerenza tra stati più forte su principi, metodi e strumenti utilizzati.

Per quanto riguarda l’integrazione finanziaria prevista dall’Unione, importanti progressi possono essere fatti anche senza cambiare i Trattati. Si propone di accelerare l’adozione delle proposte presentate e nello stesso tempo di portare avanti di nuove, come ad esempio un controllo delle banche maggiormente integrato a livello europeo.

Nell’ambito dell’unione fiscale, il primo passo consisterà nel creare un’effettiva coordinazione delle politiche fiscali ed economiche. Successivamente, L’Unione si impegnerà a rafforzare le misure di sicurezza finanziaria, come ad esempio il Meccanismo Europeo di Stabilizzazione Finanziaria (EFSM) ed il Meccanismo di Stabilità europeo (ESM), al fine di garantire maggiore stabilità alle finanze europee. Sarà poi necessario discutere concretamente il progetto Euro Bond (obbligazioni europee da collocarsi sul mercato finanziario dell’Unione) che potranno essere adottate solo nel caso si verifichi un processo di maggiore integrazione europea. Allo stesso tempo, si discuterà di altre riforme a livello fiscale sia di tassazione che di bilancio.

Requisito fondamentale e necessario per il successo di tali proposte, saranno una maggiore legittimazione e responsabilizzazione dell’Unione Europea. Decisioni di tale peso storico necessitano una forte base d’appoggio sia a livello nazionale sia a livello dei singoli cittadini, che dovranno essere necessariamente coinvolti in questo processo di integrazione.

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