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Lavoro e Università: votato in Consiglio regionale il Piano d’azione 2011-2015

7 Febbraio 2012

Incrementare il livello di qualificazione dei giovani. Sviluppo e sostegno dell’occupazione e delle imprese. Innovazione, tutela e reinserimento dei lavoratori nel mercato del lavoro. Sono questi alcuni degli obiettivi del Piano di azione regionale 2011-2015, approvato in Aula consiliare.

La Regione opererà nella logica di maggiore efficienza e trasparenza e nella prospettiva della lotta agli sprechi, orientando i suoi interventi verso chi ha più bisogno e garantendo percorsi organici finalizzati all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.

Sul nuovo Piano, che definisce le politiche integrate d’istruzione, formazione, lavoro e sistema universitario (relatore, il leghista Massimiliano Orsatti), hanno votato a favore Lega Nord e PDL. Voto contrario del Pd, IDV, Pensionati, Sel e Gruppo Misto. Astenuto il gruppo dell’UDC.

Il documento, che prima di arrivare in Aula è stato approvato congiuntamente dalle Commissioni IV (Attività Produttive) e VII (Cultura, Sport e Formazione professionale) rafforza dunque le linee dei precedenti piani, pur tenendo conto del diverso contesto economico e sociale, e punta sulla centralità della persona e la libertà di scelta. Prevede inoltre che per obiettivi di particolare rilevanza sociale e azioni formative di eccellenza, la Regione potrà riconoscere temporaneamente, anche a soggetti di rilevanza nazionale e internazionale, servizi erogati ai fini dell’accesso del sistema dote.

«L’approccio di questo documento – ha ricordato il relatore Massimiliano Orsatti (LN) – è quello di una politica sussidiaria e di scelte non imposte dall’alto. La Regione definirà il sistema di regole entro le quali si muoveranno gli enti locali e il sistema dell’offerta. Saranno gli operatori a scegliere le azioni, le metodologie, gli interventi utili e necessari, nel rispetto dei livelli essenziali e delle prestazioni».

«Nonostante il tentativo di dialogo resta un documento deludente perché non guarda con la dovuta lungimiranza al futuro. Ci saremmo aspettati una maggiore capacità di coinvolgimento delle eccellenze lombarde presenti in campo formativo», ha spiegato Fabio Pizzul del PD. «Non ci convince – ha aggiunto Francesco Patitucci (IdV) – il sistema dei controlli così come è stato pensato in questo testo. Anche per questo il nostro voto è stato contrario». «Oggi lo votiamo – ha continuato Filippo Penati (Gruppo Misto) – ma con l’impegno di ritrovarci per modificare e raccordare questo provvedimento con le norme che saranno approvate a livello nazionale».

«Fondamentale di questo testo – ha detto Luciana Ruffinelli (LN) – è il riequilibrio del numero di accesso delle facoltà universitarie in ordine alle esigenze del territorio, al fabbisogno reale e al numero di abitanti regionale. In questo modo, ad esempio, verranno superate le criticità che si registrano, tanto per fare un esempio, nelle Facoltà di Medicina, dove è alta l’esclusione degli studenti lombardi mentre in altre Regioni vi è una disponibilità di posti, maggiore rispetto al numero di studenti».

«Troviamo il piano sostanzialmente condivisibile – ha affermato Gianmarco Quadrini (UDC) soprattutto dopo le correzioni apportate grazie anche ai nostri suggerimenti di adottare una forma di accreditamento semplificato, che ci pare un percorso più concreto e lineare. Riteniamo infatti che l’obiettivo di ampliare il numero degli Enti erogatori, in funzione di una maggiore offerta formativa e di una maggior competitività positiva tra gli Enti stessi, possa essere ugualmente conseguito limitandosi a semplificare le procedure burocratiche e rimuovendo alcuni vincoli-filtro che oggi limitano la concessione».

Parole di soddisfazione sono state espresse anche da Mario Sala (PDL) «è la prima volta che viene approvato un documento che fa sistema e che mette insieme istruzione, formazione, università e impresa, facendo incrociare domanda e offerta. Le risorse regionali, in quest’ottica, intervengono sussidiariamente per integrare e potenziare le risorse che le Province raccolgono insieme alle imprese, agli enti bilaterali e a quelli locali per dare risposta ai bisogni dei territori».

L’assessore Gianni Rossoni si è dichiarato soddisfatto: «In questi anni abbiamo costruito un sistema integrato tra formazione e lavoro che ci ha consentito di affrontare efficacemente la crisi occupazionale, collegando per la prima volta le politiche passive – i sussidi – con le politiche attive per il lavoro. Oggi rilanciamo l’esperienza verso un miglioramento continuo, con un maggior coinvolgimento dei territori, il consolidamento del sistema dote, un accreditamento che diventa qualitativo, che non definirà più solo gli elementi minimi per l’erogazione dei servizi, ma verrà integrato da un sistema di valutazione della qualità e dei risultati».

La disoccupazione giovanile, in particolare per quanto riguarda l’area dei diplomati in discipline artistiche e i “giovani talenti”, è al centro di un ordine del giorno, proposto dal Pd (primo firmatario Carlo Spreafico) e approvato dall’Assemblea. Con il documento si impegna la Giunta a consentire l’utilizzo della dote lavoro e dei voucher anche a giovani artisti diplomati e laureati in cerca di lavoro, che frequentino un corso di specializzazione presso una struttura accreditata dalla Regione.

I principali punti del provvedimento

SISTEMA DOTE – Viene consolidato il sistema della Dote Lavoro e Dote Scuola che promuove la libertà di scelta e la nascita di modelli sussidiari orientati a offrire servizi sempre migliori per facilitare la persona e l’impresa nella fruizione dei servizi. A tal fine saranno introdotti meccanismi di cofinanziamento e partecipazione alla spesa, studiati apposta per rendere cittadini e imprese protagonisti della scelta. Insieme saranno promossi sistemi di accreditamento e premialità legati alla valutazione degli operatori.

CONTROLLI – Ai fini di una maggiore trasparenza, il piano prevede una riforma dei controlli, facente perno sugli organismi di vigilanza, e la promozione di strumenti di rendicontazione economica, finanziaria e sociale.

UNIVERSITA’ – Sostegno agli studenti meritevoli, anche se privi di mezzi economici, promozione della competizione, del merito e dell’eccellenza. Rilancio del prestito d’onore coniugato a meccanismi di premialità per chi mantiene le promesse fatte all’inizio dell’anno accademico. Valorizzazione dell’autonomia degli atenei, che saranno coinvolti nei processi decisionali.

GOVERNANCE – Sarà rafforzato il modello di governance, improntandolo a principi di decentramento e coinvolgimento nei processi decisionali degli enti territoriali, delle parti sociali e dei corpi intermedi. Le risorse regionali interverranno per potenziare e integrare quelle delle Province e rispondere adeguatamente alle esigenze dei territori.

SOSTEGNO FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’ – Ripensamento dei sistema di protezione, alla luce delle nuove fasce di povertà e dei numerosi lavoratori in cassa integrazione o in mobilità. In questo senso la Regione intende promuovere la contrattazione decentrata (territoriale, settoriale, interconfederale) per creare migliori e maggiori garanzie a tutela dei lavoratori coinvolti in crisi aziendali.

Fonte: Ufficio stampa Consiglio regionale della Lombardia

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