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Crisi Alcatel a Vimercate: “sciopereremo fino a quando non avremo una risposta”

2 Febbraio 2012

vimercate-sciopero-alcatelNon ci stanno a diventare solo un presidio di tipo commerciale o di assistenza clienti. I lavoratori della Alcatel-Lucent di Vimercate hanno voluto dimostrare la loro contrarietà al piano della multinazionale francese che ha deciso di licenziare quattrocento dipendenti dal sito brianzolo. Una scelta che avrebbe come primo effetto uno spostamento dell’attività di ricerca e sviluppo al di fuori dell’Italia.

Hanno sfidato il freddo e la neve e questa mattina centinaia di lavoratori Alcatel si sono trovati all’ingresso della propria azienda: obiettivo far sentire la propria voce e ascoltare le prossime strategie di protesta dai rappresentanti sindacali e dalle Rsu. Presenti oltre a Gigi Redaelli, segretario di Fim-Cisl Brianza e Claudio Cerri di Fiom-Cgil, anche l’assessore del comune di Vimercate Angelo Villa e Enrico Brambilla, ex-sindaco della città e attuale consigliere regionale del Pd.

vimercate-sciopero-alcatel2«Non credano di trasformarci in un servizio di assistenza ai clienti – afferma Adriana Geppert, rappresentante Rsu Cgil di Alcatel – In questi anni siamo stati un’eccellenza sia per l’Italia che per lo stesso gruppo. Dallo stabilimento di Vimercate abbiamo fatto uscire 34 nuovi brevetti, nel 2011 siamo cresciuti del 23% e in previsione cresceremo di un ulteriore 30%: ora i vertici di Parigi devono parlare chiaro e dirci se i tagli che saranno fatti al nostro sito sono una questione di deficit o perché si vuole spostare la produzione negli Stati Uniti».

Fra i molti ingegneri presenti, c’era anche Roberto Brambilla, che ha voluto raccontarci le sue perplessità: «Lavoro in azienda da vent’anni nel reparto ricerca e sviluppo: abbiamo sempre prodotto eccellenza a Vimercate, anche se guadagniamo, nei confronti dei nostri colleghi tedeschi e francesi, il 30% in meno. Non capisco perché l’azienda abbia preso questa decisione».

E infine anche una considerazione politica: annotazione che arriva dal consigliere regionale Enrico Brambilla: «Oggi, o al più tardi domani, presenterò in consiglio regionale un’interrogazione per mettere a conoscenza i miei colleghi e il presidente Formigoni della vostra situazione: dai banchi dell’opposizione, dove mi trovo, ho solo la possibilità di portare il problema davanti a vertici e assessori. Mi chiedo però, dopo le promesse sulla banda larga e sul rilancio della aziende strategiche lombarde, dove sia in questo momento Formigoni e perchè non si è mosso per fermare questa decisione».

foto Lorenzo Giglio

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