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Lissone, primarie centrosinistra. Intervista ai quattro candidati

3 Gennaio 2012

comune lissoneÈ il poker servito con cui il centrosinistra proverà a togliere alla Lega Nord l’amministrazione di Lissone, città tinta verde padano da quasi vent’anni. Prima, però, esattamente il prossimo 22 gennaio, lasceranno che siano gli elettori a decidere lo sfidante ufficiale. Le primarie sinistroidi della città del mobile, rigorosamente «di coalizione», vedranno in scena quattro candidati, in democratico ordine alfabetico, sono: Galbiati Roberto, Izzo Mirko, Monguzzi Concetta e Talarico Elio.

La coalizione è rappresentata da Listone, Partito Democratico, Vivere Lissone, Italia dei Valori e Sinistra Ecologia Libertà. La quota rosa è Concetta Monguzzi, insegnante, già consigliere comunale del Listone. Il partito più quotato a livello nazionale – il Pd – è rappresentato da Elio Talarico, grafico, coordinatore cittadino, e da Mirko Izzo, ingegnere aerospaziale, il più giovane dei quattro (classe ’77). A chiudere il quartetto è Roberto Galbiati, artigiano e falegname, consigliere comunale d’opposizione e promotore della lista civica Vivere Lissone. MB News ha preparato l’intervista quadrupla.

Quali sono, secondo te, le criticità più evidenti di Lissone.

Galbiati: Il territorio, innanzitutto. La politica deve pensare alle generazioni future e l’attenzione per il territorio, per la sua qualità e per il suo consumo deve essere posta al centro. E anche lo sviluppo economico, il rilancio dell’economia, per troppo tempo l’amministrazione di Lissone è restata a guardare.

Izzo: Venendo dal sud (nativo di Pompei, ndr) noto una certa tristezza. Ci sono le risorse ma non sono valorizzate. E come non citare il consumo di suolo e la cementificazione.

Monguzzi: Il territorio è sfruttato all’inverosimile, l’87% di consumo di suolo è una violenza. E l’aumento della popolazione previsto dal Pgt (48.000 abitanti stimati, ndr) non è proporzionale ai servizi offerti. E anche la mobilità è un problema serio.

Talarico: In primis il consumo di suolo, ma non dimentico i servizi alla persona, a oggi inadatti. Latitano anche i lavori pubblici, basti fare caso alle tante buche nelle strade di Lissone. Ulteriore criticità è la non vicinanza tra cittadini e istituzioni.

Date le criticità, quali – invece – gli interventi che attueresti.

Galbiati: Occorre un progetto vero: gli ‘stati generali’ di Lissone, mettere le mani sul Pgt, perché non esiste solo l’edilizia e ragionare con le associazioni di categoria, che più volte hanno bussato alle porte dell’amministrazione.

Izzo: Una rivisitazione del Pgt. Migliorare la mobilità, incentivando il trasporto pubblico, la sicurezza e mettendo a nuovo la stazione ferroviaria.

Monguzzi: Bloccare le colate di cemento, portare a termine i piani integrati e impedire le costruzioni a ridosso della Valassina.

Talarico: Stop al consumo di suolo, una risorsa che andrebbe valorizzata e non spremuta. Maggiore vicinanza alle fasce deboli della popolazione, riorganizzazione dei servizi sociali anche in vista di uno scenario demografico inedito: andiamo incontro a una popolazione di ‘anziani attivi’, come hanno dimostrato recenti studi. Ho in mente la Lissone delle tre ‘v’: vicina, virtuosa e viva.

Tre aggettivi per l’amministrazione Fossati.

Galbiati: Triste, limitata, pasticciona.

Izzo: Distaccata, adagiata, accontentata.

Monguzzi: Distaccata, poco trasparente, opportunista; aggettivo – quest’ultimo – che giro all’intera maggioranza consiliare.

Talarico: Approssimativa, rissosa, clientelare.

Il contesto storico-politico attuale – con il centrodestra che ha perso il governo nazionale e che anche a livello locale non pare ai massimi storici, vedasi i ‘ribaltoni’ di Desio, Arcore e Limbiate – è per il centrosinistra un’opportunità, un ostacolo o solo motivo d’ansia?

Galbiati: È un’opportunità, perché ora la politica guarderà alle persone e non alle bandiere. Basta screditare, le cose vanno fatte insieme e chi governa deve accollarsi la fatica di sintetizzare scelte comuni.

Izzo: È un’occasione unica ma non scontata, i lissonesi ci dovranno votare per le proposte e per il programma.

Monguzzi: Non è facile parlare oggigiorno di destra, sinistra o centro. Devono essere scelte le persone e non le sigle, e questa è la vera opportunità. Solo andando uniti aumentano le chance.

Talarico: Non c’è ansia, sarebbe salutare per Lissone una certa alternanza. L’unico motivo di preoccupazione è relativa alla crisi economica e al patto di stabilità: paura di non avere le risorse per i progetti che abbiamo in testa. Inoltre, lo scenario politico nazionale potrebbe stravolgersi nuovamente prima della prossima primavera.

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