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Eliminata dall’Europa la discriminazione tra donne e uomini nei premi assicurativi

15 Gennaio 2012

L’Europa introduce una tariffazione assicurativa unisex per reagire alla discriminazione tra uomini e donne. Una sentenza della Corte di giustizia di Lussemburgo ha dichiarato che le differenze nel calcolo dei premi tra uomini e donne costituiscono una discriminazione fondata sul sesso e ha stabilito che, entro il 21 dicembre 2012, le compagnie di assicurazione dovranno applicare il principio della parità di trattamento.

Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia, ha dichiarato: “Adottando queste linee direttrici un anno prima del termine per l’adeguamento alla sentenza della Corte, abbiamo onorato il nostro impegno. Spetta ora al settore assicurativo garantire una graduale transizione verso la parità di trattamento tra donne e uomini in quest’ambito. La Commissione vigilerà sulle modalità di esecuzione da parte delle imprese. È probabile che le compagnie di assicurazione che adottano per prime una tariffa unisex abbiano un vantaggio concorrenziale sul mercato europeo.”

Le linee direttrici riguardano una serie di questioni emerse durante consultazioni con i Paesi UE e le parti interessate. Per esempio, si precisa che la sentenza si applica solo ai nuovi contratti e si forniscono esempi concreti di pratiche assicurative basate sul genere ritenute compatibili con il principio dei premi e delle prestazioni unisex e che quindi non subiranno modifiche a seguito della sentenza.

Il genere è ancora un fattore determinante per la valutazione del rischio, per almeno tre grandi categorie di prodotti: le assicurazioni sugli autoveicoli, le assicurazioni sulla vita e le assicurazioni mediche private. La sentenza “Test-Achats” della Corte europea intende modificare questi comportamenti. Questo non significa che per l’assicurazione auto le donne pagheranno sempre gli stessi premi degli uomini, ma che il rischio sarà valutato indifferentemente dal genere sessuale.

Una direttiva europea del 2004 sulla parità di trattamento per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura, vietava già la discriminazione sessuale diretta e indiretta, al di fuori del mercato del lavoro. Tuttavia, prima della sentenza la direttiva autorizzava i Paesi europei a derogare la norma unisex nell’ambito dei contratti assicurativi “ove il fattore sesso sia determinante nella valutazione dei rischi, in base a pertinenti e accurati dati attuariali e statistici.”

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