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Disoccupazione record. I numeri del settore metalmeccanico in Brianza

31 Gennaio 2012

crisi economicaIn Italia la disoccupazione impenna e si attesta a quota 8,9%, tasso più alto dal 2004 a oggi. È il poco incoraggiante quadro – su stime provvisorie – diffuso dall’Istat: un giovane su tre non ha lavoro e rispetto a dicembre 2010 la forbice disoccupazionale si è allargata in 12 mesi di 0,8 punti percentuali. A dicembre il numero di disoccupati in Italia ha raggiunto quota 2 milioni e 243mila.

I numeri dell’Istat specificano che sono gli uomini a rappresentare maggiormente la disoccupazione, con un incremento dei senza lavoro di sesso maschile. Chi se la passa meglio, invece, è la Germania, dove il tasso è ai minimi storici, mentre nei 17 paesi dell’euro la disoccupazione, secondo dati destagionalizzati, si è attestata al 10,4%.

E in Brianza? A fornirci lumi è Gigi Redaelli, segretario Fim Cisl Monza Brianza: «In tutta la Brianza nel secondo semestre 2011 sono 241 (contro le 217 del semestre precedente) le aziende industriali ed artigiane coinvolte da processi di crisi e/o difficoltà con un totale in queste realtà di 9.629 (erano 8.998) addetti occupati e di 6.380 (erano 5.604) addetti coinvolti dall’utilizzo di “ammortizzatori sociali”. Nello specifico i dati, in difetto negativo (mancano alcuni dati di realtà dove come Fim Cisl non siamo al momento a conoscenza), relativi al settore metalmeccanico e del territorio della Brianza vedono: 89 aziende (erano 63) con l’utilizzo di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) e 4.822 addetti coinvolti (erano 3.178) 11 aziende (erano 20) con l’utilizzo di cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) e 828 addetti coinvolti (erano 1.400) 133 aziende (erano 124) con l’utilizzo di cassa integrazione in deroga con 596 addetti coinvolti (erano 614) 9 aziende (erano 18) hanno utilizzato la procedura di mobilità (licenziamenti) con 134 addetti coinvolti (erano 412). Fatto 100 il totale degli occupati nelle aziende prese a riferimento da questo campione, si evince che il 76% dei lavoratori è coinvolto con l’utilizzo della CIGO, il 22% dalla CIGS e CIG in deroga e infine il 2% dalla mobilità. Quasi il 93% delle aziende interessate dall’utilizzo degli ammortizzatori è al di sotto dei 100 dipendenti. Questi dati testimoniano che si sta tentando ancora di mantenere una tenuta occupazionale dentro le aziende, nonostante le difficoltà e la durata di questa crisi e il massiccio ricorso agli strumenti, si è cercato di evitare il più possibile il ricorso della mobilità (licenziamenti collettivi) e dove lo si è fatto si è cercato di gestirlo in modo concordato e il meno traumatico possibile. In riferimento al primo semestre del 2011, vi è un aumento del numero delle aziende coinvolte da processi di crisi oltre che del numero degli addetti, sono numeri ancora importanti, a testimoniare che la crisi non è ancora finita, anzi è tuttora molto evidente».

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