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Centro Sinistra, viaggio nelle Primarie. Egidio Longoni: «IlnuovocheaMonza»

11 Gennaio 2012

Longoni Egidio - primarie centro sinistraEgidio Longoni, 39 anni, è il più giovane candidato alle primarie del centro sinistra. Vive Monza ed è appena diventato padre per seconda volta. È consigliere comunale dal 2003, quando ha ricoperto il ruolo di vicepresidente dell’assemblea cittadina. Attualmente siede ancora tra i banchi del parlamento cittadino, all’apposizione, tra le file del Pd.

Che cosa l’ha spinta a candidarsi?

La voglia di rinnovamento. Il mio slogan lo dice chiaro “«Il nuovo che a Monza»”. Sono certo che con coloro che mi sostengono in questa campagna per le primarie di rappresentare un possibile cambiamento Monza.

Prima ci dica chi la sostiene e poi le quali sono le novità che portate nel programma.

 La mia è una candidatura trasversale: la mia estrazione è di matrice cattolica, ma non rappresento una corrente. Nel mio comitato ci sono diverse anime del Pd, tutte che sostengono il progetto che assieme abbiamo in mente per Monza.

Di che progetto parla e quali sono le novità che apporterete in caso di vittoria elettorale?

La nostra Giunta sarà estremamente snella: ridurremo il numero degli assessori a  6 assessori  (l’ideale sarebbe che ci fossero 3 uomini e 3 donne) rispetto agli attuali 14. E in particolare la metà dovranno essere under 40 anni. Vogliamo un’amministrazione volta al risparmio, snella e trasparente. Sempre in questa direzione proponiamo amministratori unici nelle società partecipate del Comune di Monza, cancellazione quindi di inutili e costosi Cda, così da liberare risorse da dedicare ai servizi per i cittadini.

Se dovesse fare dei tagli, dove userebbe per iniziare la forbice?

Sulle consulenze. Il comune di Monza spende centinaia di migliaia di euro in consulenze. D i alcune non se può fare a meno, come di quelle legate all’avvocatura, ma di altre sì: si spende troppo per gli studi urbanistici, per gli studi di fattibilità, tanto che non restano più i soldi per realizzare le opere.

Che voto dà alla sua città oggi da 1 a 10?

Alla qualità della vita a Monza do un 6,5, anche se la mi rendo conto che questa città offre poco i giovani, anzi quasi nulla. Per la fascia che va dai 18 ai 30 anni non ci sono proposte allettanti. La mia proposta è quella di offrire alle associazioni giovanili parte dell’Urban Center che è sottoutilizzato.

Se diventasse sindaco cosa farebbe nei primi 100 giorni?

Riporterei al centro i quartieri. Con la nuova manovra sono stati cancellate le circoscrizioni e poi bloccherei questa variante al Pgt che porta una vera e propria colata di cemento su questa città. Ma sono tante le cose che devono e possono essere migliorate in questa città: dalla mobilità, Monza è una città “immobile” con traffico perennemente paralizzato, al potenziamento dei servizi sociali.
E poi lavorerei affinché il Parco di Monza possa offrire di più, dando maggiori poteri al Consorzio dal punto di vista amministrativo e in pratica introducendo, per esempio, aree attrezzate con il wi fi.

Ma in che senso lei rappresenta il nuovo che avanza?

Vorrei portare un cambiamento di mentalità tra i monzesi. Vorrei che attraverso le nostre iniziative e opportunità si arrivasse ad una maggiore partecipazione dei cittadini. Devono essere riattivati i Monzesi.
Mi piacerebbe proporre ai giovani affitti simbolici in cambio di servizi alla comunità. Sull’onda di quanto già accade a San Donato Milanese (solo per non citare altri numerosi esempi che ci sono in Emilia Romagna dove sono già molti i comuni che adottano queste iniziative per aiutare i giovani).

Nello specifico come avvengono queste agevolazioni?

I giovani hanno l’opportunità di prendere in affitto degli immobili con cifre simboliche, ma come contro altare dedicano, per esempio, del tempo agli anziani facendo così anche risparmiare il comune.

Un messaggio ai suoi “avversari” delle primarie …

Che aldilà di chi vinca, sarà d’obbligo tra noi fare rete per vincere le elezioni. Però ad oggi sta di fatto che essersi presentati alle primarie con ben 7 candidati non fa bene all’immagine del centro sinistra che appare disunito. L’ideale sarebbe stato ridurre il numero a 3 candidature.

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