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Le reazioni della Brianza alla manovra Monti: «Iniqua e depressiva»

5 Dicembre 2011

Mario MontiÈ arrivata, – e non si può dire come un fulmine a ciel sereno dato l’ampio preavviso – la manovra del governo tecnico Monti ha svelato le proprie caratteristiche ed è stata già bollata come ‘un bagno di sangue’ iniquo. Anche in Brianza c’è chi storce il naso, alcuni molto, come il presidente della provincia Dario Allevi e altri meno, come il presidente del gruppo giovani Confindustria Marco Colombo. Sul piede di guerra i sindacati, con i metalmeccanici della Fiom Cgil che ieri hanno manifestando davanti alla Prefettura.

«Ha vinto il grande bluff, – è l’amaro commento di Dario Allevi – la campagna denigratoria che in questi mesi è stata portata avanti a discapito delle province ha portato a un’abolizione che ha il sapore di espiazione in nome di pressapochismo e superficialità. Nella manovra nessun cenno alla riduzione del numero dei parlamentari e dei loro costi. Rimangono dunque tutte quelle zone d’ombra dove si annidano gli sprechi, altro che gli 80 milioni di euro allevi-dario-4che deriveranno dal taglio delle province, enti di mezzo in cui ho sempre creduto, anche molto prima di diventare presidente di Monza e Brianza. Il salasso, quei 635 euro che suonano come una stangata per ciascuna delle famiglie del paese sono vergognose. Mi chiedo cosa sarebbe successo se questa manovra fosse stata varata dal governo Berlusconi e non dai professoroni di questo esecutivo tecnico. A pagare sono sempre i soliti: lavoratori dipendenti e pensionati».

«È un colpo durissimo alle lavoratrici, ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati – recita un comunicato stampa della Fiom – Questa manovra colpisce ancora una volta le stesse persone, che hanno già pagato un prezzo alto per questa crisi economica: mette in discussione le pensioni di anzianità (42 anni per gli uomini e 41 per le donne); aumenta l’ età pensionabile per le donne (63 dal 2012); estende il sistema di calcolo contributivo per le pensioni di anzianità per tutti; blocca le rivalutazione delle pensioni sopra ai 960 euro mensili; reintroduce l’Ici (che si chiamerà Imu) anche sulla prima casa e aumenta ancora l’Iva. Per noi è una manovra depressiva».

Barzaghi-Gianni-MB«Siamo consapevoli del grande impegno profuso dal Governo per fronteggiare la drammatica situazione del Paese – sottolinea il Presidente di APA Confartigianato Milano – Monza Brianza, Giovanni Barzaghi – e condividiamo gli sforzi per uscire dalla crisi. Ma, proprio perché gli artigiani e i piccoli imprenditori sono pronti a fare la loro parte per l’interesse generale del Paese, non possiamo non ribadire la nostra preoccupazione per una manovra che, sul fronte delle misure per lo sviluppo, è orientata su un’unica tipologia d’impresa. Le misure per lo sviluppo non passano soltanto per la crescita dimensionale delle imprese. Purtroppo dobbiamo registrare una carenza di attenzione alle micro, piccole e medie imprese, vale a dire il 98 per cento delle aziende del nostro Paese. Ad esempio, le misure della manovra riguardanti il Fondo Centrale di Garanzia e quelle sull’innovazione e la ricerca prevedono soglie talmente alte da impedirne di fatto l’accesso ai piccoli imprenditori. Accanto ai necessari interventi per il risanamento dei conti pubblici, non può non esservi un impegno chiaro nei confronti dell’economia reale, costituita proprio da artigiani, piccoli e medi imprenditori. Altrimenti si rischia di far percepire la manovra solo sul versante dei sacrifici e non come una occasione di sviluppo e di rilancio del nostro sistema economico».

colombo-marco-presid-gruppo-giovani-confindustria-mbQualche appunto anche da Marco Colombo, presidente del gruppo giovani Confindustria MB: «Finalmente rigore, la direzione intrapresa è quella giusta. Mi aspetto però che si facciano interventi per la crescita più incisivi. Sono molto perplesso sui capitali scudati: l’1,5% è decisamente poco. Bisognerebbe tassarli anche al 10%, riportando un principio di equità. Contento invece del non aumento dell’Irpef ma non sulla lotta all’evasione. Come gruppo giovani Confindustria stiamo lavorando da anni affinché si preveda un tetto massimo di deducibilità su alcune categorie di spese, fino a un massimo di cinque all’anno».

In foto: in apertura, Mario Monti, Presidente del Consiglio. (foto da Wikipedia Italia, pubblicata con licenza Creative Commons).
A destra sopra, Dario Allevi presidente della Provincia di Monza e Brianza
A sinistra, Gianni Barzaghi presindete di Apa Confartigianato Milano – Monza e Brianza
Sotto a destra, Marco Colombro presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Monza e Brianza

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