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Lettera da Lesmo Amica in risposta alle considerazioni dell’associazione Lesmo da Vivere

7 Ottobre 2011

Riceviamo e pubblichiamo una lettera da Lesmo Amica in risposta al comunicato diffuso dall’associazione Lesmo da Vivere.

Noi membri della lista civica Lesmo Amica intendiamo rendere pubbliche alcune considerazioni maturate a proposito del documento (datato 22 settembre) con cui l’associazione Lesmo da Vivere ha ritenuto opportuno rispondere alle riflessioni da noi proposte (con un comunicato datato 15 settembre) sulle responsabilità amministrative dell’assessore Luigino Ripamonti. Per quanto ci paia francamente sgradevole ampliare ulteriormente il raggio della questione, non possiamo ora fare a meno di esprimere il nostro rincrescimento e di puntualizzare a proposito di quelle che ci paiono incongruenze di metodo, unite a vere e proprie accuse lanciate, contro di noi, da parte di «il Consiglio ed i soci di Lesmo da Vivere» (così è firmato il documento dell’associazione). Le questioni di metodo. In primo luogo, che gli autori del documento siano appunto, al plurale, i soci dell’associazione, è un fatto che ci stupisce. Il comunicato di Lesmo Amica non era infatti indirizzato al gruppo di Lesmo da Vivere, né tantomeno in esso erano contenute critiche all’identità o all’operato di questa associazione. Anzi, noi abbiamo scritto: «venga pure un’associazione (Lesmo da Vivere) di cittadini che ponga attenzione su problemi che, tra l’altro, Lesmo Amica segnala da tempo, spesso rompendo la cortina di silenzio che su essi è fatta calare dalla nostra amministrazione comunale». Perché allora (se non un po’ maliziosamente…) Lesmo da Vivere ci accusa di «voler polemizzare con un’Associazione Culturale il cui solo scopo “istituzionale” è quello “di promuovere attivamente la partecipazione alla vita sociale, politica e culturale di Lesmo”»? Quando mai lo avremmo fatto? Chiunque abbia letto il nostro primo comunicato, avrà constatato che il destinatario dei nostri interrogativi era l’ASSESSORE Luigino Ripamonti. Lesmo Amica, lista rappresentata in Consiglio comunale, si è rivolta a una carica istituzionale (che è ugualmente parte del Consiglio) nei modi di una normale dialettica tra soggetti della vita politica del paese. A tale carica, inoltre, non abbiamo fatto altro che chiedere una piena presa di responsabilità della propria azione in seno all’amministrazione comunale, senza ambiguità, confusione di ruoli o “smarcamenti”, per il bene di Lesmo stessa (o, se si preferisce, l’abbiamo richiamata a tale compito). Perché dunque, ora, riceviamo risposta da parte di Lesmo da Vivere, come se a questa associazione ci fossimo rivolti? E perché, nel seguito del suo comunicato, è ancora Lesmo da Vivere a rendere conto dell’operato dell’assessore, dentro e fuori dall’attività amministrativa? Francamente, questa strategia non fa altro, almeno ai nostri occhi, che confermare quanto siano labili i confini che dovrebbero invece chiaramente segnare e distinguere i campi d’azione di chi, in ruoli diversi (amministratore, membro di un’associazione culturale), intende proporsi alla pubblica opinione senza ambiguità. E, a questo proposito, ci tocca pure rispondere a un’accusa pesante e infondata. Secondo il comunicato di Lesmo da Vivere, noi di Lesmo Amica avremmo agito secondo «una logica volta a colpire non tanto le idee, che una associazione di liberi cittadini si prefigge di portare avanti, quanto le persone che le sviluppano». Come abbiamo spiegato poco sopra, Lesmo Amica nella sua lettera (rileggere per conferma!) pone, in quanto forza consiliare, alcune domande a una carica pubblica, a un assessore della giunta lesmese, solo ed esclusivamente in merito al suo operato istituzionale e alle responsabilità insite nel suo ruolo amministrativo. Così funziona, o dovrebbe funzionare, in una sana e vitale dialettica istituzionale e democratica. Per nessun motivo Lesmo Amica muove delle accuse di nessun genere a «una persona», cioè al nostro concittadino signor Luigino Ripamonti. Spiace dunque sentirci accusare di ciò. E ci colpisce leggere che: «Purtroppo questa abitudine, nel corso dell’ultimo decennio, ha invaso il dibattito politico del nostro paese ed il comunicato in oggetto ne è un lampante esempio». Ai soci di Lesmo da Vivere diciamo: no, questo atteggiamento non è mai appartenuto alla cultura della lista civica Lesmo Amica, e respingiamo con forza questo tipo di allusione! Con questo, noi membri di Lesmo Amica ci auguriamo di aver sgombrato definitivamente il campo da ogni possibile germe di polemica con l’associazione Lesmo da Vivere, e di aver fugato ogni dubbio in merito a una nostra eventuale “caduta di stile” o a una nostra infrazione del galateo istituzionale. Ciò che – dobbiamo dirlo francamente – rimane irrisolta, se non aggravata, dopo questo scambio di opinioni, è la sensazione di una confusione dei ruoli attraverso cui l’ASSESSORE (e non “il signor”…) Luigino Ripamonti agisce e interviene nella politica lesmese. Con franchezza, che è la premessa di ogni rispetto e cordialità, i membri della lista civica Lesmo Amica

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