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Cisl Lombardia sciopera in Villa Reale: “La manovra è ingiusta, va cambiata”

5 Settembre 2011

sciopero-cisl-mbGoverno vampiro” recitano i cartelloni esposti durante lo sciopero di lunedì 5 settembre targato Cisl Lombardia. Il solleone di ieri pomeriggio non ha fermato il sindacato che, davanti ai “Ministeri invisibili” nella Villa Reale di Monza, si è riunito per manifestare contro le presunte iniquità della manovra: dal contributo di solidarietà alla lotta agli sprechi e inefficienze della pubblica amministrazione.

Ad aprire le danze è stato il segretario generale di Cisl Brianza Marco Viganò, volgendo una prima critica al sindaco di Monza Marco Mariani: «Ha pensato esclusivamente alla questione Ministeri tralasciando del tutto una faccenda complicata come quella dell’Istituto d’Arte al quale, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, mancano diverse aule per accogliere tutti gli studenti».

sciopero-cisl-segretari-mbCome sindacato si dicono perfettamente consapevoli della grave situazione che oggi colpisce il Paese e insorgono contro questa manovra che, a loro dire,  nuocerà esclusivamente a lavoratori, pensionati e giovani.
«A pagare sono sempre i soliti – fa da eco il presidente della Cisl Lombardia Gigi Petteni – I provvedimenti discussi non colpiranno né l’evasione fiscale né i grandi patrimoni. Siamo stanchi delle continue bugie che ci vengono raccontate. Propongo che i nostri politici, dopo gli incontri ad Arcore, siano sottoposti a controlli con l’etilometro. L’unico punto di riferimento in questa deriva politica è il presidente Napolitano».

Chiedono coesione tra gli enti, certo, ma alla domanda come mai la Cisl Lombardia non si è unita allo sciopero indetto dalla Cgil per oggi, 6 settembre, Ambrogio Meroni, della segreteria Cisl Monza e Brianza, risponde: «La Cgil ha decretato il fermo senza consultarci. Non nascondo che ultimamente tra di noi siano insorte delle “sensibilità”, ad esempio sulla questione riguardante l’articolo 8. Rispetto alla Cgil, che a priori è partita con uno sciopero, noi preferiamo cercare di “condizionare le scelte”».

Ma davanti ai Ministeri monzesi non solo Cisl Lombardia: al sopralluogo erano presenti anche volti noti del Pd. «Oggi inauguriamo il turismo della contestazione perché davanti alle sedi distaccate dei ministeri di Calderoli, Bossi e Tremonti, varati a luglio davanti a fotografi e tv di tutto il paese, si può solo protestare». Queste le dichiarazioni degli esponenti del Pd Gigi Ponti, segretario provinciale brianzolo, Giuseppe Civati, consigliere regionale e i consiglieri provinciali Domenico Guerriero e Vittorio Pozzati.

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