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Briosco: soffoca la moglie e si impicca. Incredulità e sgomento tra i familiari

6 Settembre 2011

omicidio-suicidio-brioscoUn ripensamento circa la decisione di separarsi, forse l’eccessiva gelosia o una lite finita male, ha scatenato la furia omicida di un 44enne albanese che ha soffocato sua moglie e si è poi impiccato. E’ accaduto ieri in una villa a Briosco, in via Turchino 6, presso cui la coppia lavorava.

Pjetri Pieril e sua moglie Lindita, rispettivamente di 44 e 37 anni, erano insieme da vent’anni, avevano due figli e un buon lavoro. Lindita svolgeva servizio come colf presso la villa, utilizzata poche settimane l’anno come dimora di campagna, mentre Pjetri era operaio presso la “Citterio Tessuti”. Saltuariamente, per arrotondare lo stipendio, anche l’uomo lavorava alla villa come giardiniere. 

palazzo_besana_brianzaDue mesi fa, di comune accordo (a quanto sostengono le rispettive famiglie), i due avevano deciso di separarsi perché Pjetri era troppo geloso. Mancavano pochi giorni alla firma davanti agli avvocati e i due, continuavano comunque a frequentarsi per via dei figli e del lavoro, apparentemente senza problemi. L’altro ieri mattina la coppia ha accompagnato i figli di 4 e 11 anni dalla sorella di Lindita, dove avrebbe dovuto tornare a prenderli la sera, per poi recarsi in via Turchino. In tarda serata, non vedendoli tornare e non riuscendo a raggiungerli al cellulare, la sorella della vittima ha denunciato la scomparsa della coppia ai carabinieri.

Ieri mattina, poco dopo le 9.30, i militari di Briosco, unitamente al padrone di casa, sono andati in via Turchino, dove hanno rinvenuto l’auto dei Pieril. Appena aperto l’uscio della villa, la macabra scoperta. Il corpo senza vita di Pjetri era appeso ad una trave del salone e, qualche metro più avanti, quello della consorte adagiato sul divano, con un cuscino sul volto. Chiusi nel dolore i fratelli delle vittime si sono raccolti nello stesso appartamento a Calò, frazione di Besana Brianza. «Non sappiamo cosa dire, siamo sconcertati – racconta il fratello dell’uxoricida-suicida – niente lasciava presagire ad una tragedia simile, nemmeno tra i fratelli di Lindita. Stamattina, quando in fabbrica hanno saputo cosa è successo, tutti i colleghi di mio fratello hanno pianto. Era un bravo uomo, e la separazione avevano deciso insieme di firmarla».

Nella foto il palazzo dove abitano i fratelli delle vittime a Besana Brianza

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