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«Il San Gerardo necessita di questo rinnovo». Intervista a Francesco Beretta

3 Luglio 2011

beretta-francesco-san-gerardoÈ la voce più autorevole per provare a fare luce sulla ristrutturazione dell’ospedale che guida. MB News ha raccolto le dichiarazioni di Francesco Beretta, direttore generale del nosocomio monzese, che risponde alle recenti critiche avanzate dai sindacati e sottolinea la propria «fiducia nell’operazione, anche i lavoratori sanno che questa ristrutturazione è una necessità per un ospedale obsoleto».

Direttore, i sindacati parlano di 100 medici a rischio licenziamento.

Si tratta di circa 90 contratti libero professionali, che abbiamo ereditato al momento dell’insediamento. Di queste prestazioni lavorative, 20 sono state interrotte dal 1 luglio. Le altre 70 proseguiranno almeno fino a fine anno, quando decideremo l’evolversi o meno del rapporto. Del resto, le leggi finanziarie che regolano i contratti libero professionali non le abbiamo fatte noi.

Capitolo costi: quelli già sottoscritti coprono al momento circa la metà di quelli previsti dal bando.

Per noi quei soldi (207 milioni, ndr) sono finanziati. È una decisione tecnico-politica che passerà dal consiglio regionale entro fine luglio. Inoltre, il bando sarà al ribasso. L’ospedale di Garbagnate Milanese ha chiuso con uno sconto del 15% e anche qui ci saranno riduzioni.

E la vendita del vecchio ospedale? È stata inclusa nella delibera per un valore di 50 milioni di euro ma la cessione non risulta effettuata…

La vecchia struttura non è ancora stata venduta. La Regione provvederà ad anticipare il capitale in questione.

Qual è il ruolo di Infrastrutture Lombarde?

È la stazione appaltante. Una volta queste gare venivano gestite direttamente dagli ospedali, ora il sistema regionale lombardo prevede un ente a cui affidare l’incarico. Curerà tutto: cercherà il concessionario e, mentre il concessionario realizzerà l’opera (6 anni di lavori, inizio febbraio 2013, ndr), diventerà responsabile dei servizi (mensa, pulizie, impianti), di fatto vendendoli all’ospedale. Al netto di un investimento di oltre 60 milioni di euro.

Nel dettaglio: qual è il valore di questi servizi e per quanto tempo verranno gestiti da Infrastrutture Lombarde?

Il valore è di circa 70-80 milioni di euro e la gestione è trentennale.

I sindacati hanno dichiarato che proveranno a fermare la delibera.

L’Italia è un paese libero e ognuno può fare quello che ritiene più giusto. La verità è che il San Gerardo necessita di una ristrutturazione e lo sappiamo tutti. La struttura è obsoleta e per certi versi inadeguata. L’alternativa sarebbe costruire un nuovo ospedale, ma nessuno è riuscito a individuare un’area adeguata, vicino all’università e che corrispondesse ai criteri di progettualità.

E le polemiche per i lavori in un ospedale ‘abitato’?

Si possono fare interventi mantenendo in vita l’ospedale. È già successo. Al Gaetano Pini, per esempio, e l’ho vissuto in prima persona. Il Pini fu sventrato ma non perse né utenza né prestazioni. E un altro esempio è l’ospedale Niguarda, non sotto la mia gestione, ma di cui conosco la storia: vivendoci dentro è cambiato tutto. Certo, ci vuole un’ottima direzione sanitaria e l’appoggio di tutti: medici, infermieri, ausiliari e lavoratori in genere.

Altro aspetto: le liste d’attesa ‘impennate’…

Su questo tema ci tengo a precisare: il dato reale è la risposta del territorio alle direttive regionali. E noi, per oltre il 90% siamo nei termini. Certo, se tutti desiderano essere visitati al San Gerardo può diventare un problema. Ma non c’è solo il San Gerardo: il territorio è colmo di centri adeguati dove trovare professionisti preparati. Esiste un numero verde della regione (800.318.318 ) dove è possibile sapere tempi d’attesa e ospedale più vicino per ogni esame o vista medica. Non escludo che presto al San Gerardo si vedranno cartelli che esortino a utilizzare tutte le strutture del territorio.

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